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Corea del Nord: Onu accusa, crimini come nazisti e khmer rossi
Redazione
12 anni fa

La Corea del Nord ha testato domenica 25 missili a corto raggio in risposta alle manovre militari congiunte di Usa e Corea del Sud, nulla a paragone del "siluro" partito dall'Onu in materia di diritti umani. Quanto a "crimini agghiaccianti commessi", il regime è finito sullo stesso banco degli imputati che ha visto sedere i nazisti, i fautori dell'apartheid del Sudafrica o i sanguinari khmer rossi, secondo le pesantissime accuse lanciate da Michael Kirby a Ginevra, parlando al Consiglio dei diritti uomani delle Nazioni Unite. "Affrontare il flagello del nazismo, dell'apartheid e dei khmer rossi ha richiesto coraggio da parte delle grandi nazioni", ha affermato Kirby, giudice australiano alla guida del gruppo investigativo, osservando che "è nostro dovere affrontare le violazioni dei diritti dell'uomo e i crimini contro l'umanità perpetrati nella Repubblica popolare di Corea". Una situazione ancora più grave considerando che "siamo nel Ventunesimo secolo e ci troviamo di fronte a un altro flagello vergognoso che tocca il mondo di oggi. Non possiamo permetterci più di vederlo", ha insistito. Nel rapporto di 400 pagine diffuso il 17 febbraio i giuristi, incaricati dall'Onu a marzo 2013 di fare un'indagine a "largo raggio", hanno completato la lunga lista di accuse basate sulle testimonianze di 320 rifugiati nordcoreani in Corea del Sud e Giappone, relative a crimini contro l'umanità e commessi su larga scala con "gravi violazioni sistematiche" e comprensive di sterminio di persone, riduzione in schiavitù e violenza sessuale. "La gravità, la portata, la durata e la natura delle atrocità indicibili commesse nel Paese rivelano uno stato totalitario che non ha pari nel mondo contemporaneo", ha aggiunto Kirby, secondo cui la Corea del Nord è "un oscuro abisso" nel quale "i diritti umani, la dignità e l'umanità della gente sono controllati, negati e infine annientati". Pyongyang ha rifiutato di cooperare con la commissione Onu e, di riflesso, ha respinto "categoricamente" i risultati della relazione. So se-pyon, rappresentante permanente nordcoreano a Ginevra presso le Nazioni Unite, ha bollato il rapporto come pieno di "invenzioni senza vergogna" promosse da "forze ostili", prima di abbandonare i lavori. Secondo Kirby, "il mondo ha ignorato l'evidenza per troppo tempo" e d'ora in poi "non ci sono più scuse perché sappiamo", essendoci la necessità di "aiutare milioni di nordcoreani". L'impeto del giudice australiano non ha convinto la Cina, criticata tra l'altro per il rimpatrio forzato dei rifugiati nordcoreani. "L'incapacità della commissione di avere sostegno e collaborazione del Paese in questione rende impossibile per il compimento imparziale, obiettivo ed efficace del mandato", ha ribattuto il rappresentante di Pechino, Chen Chuandong. Quale membro permanente del Consiglio di sicurezza dell'Onu, la Cina, unico grande alleato rimasto di Pyongyang, ha il potere di veto su qualsiasi ipotesi di deferimento della Corea del Nord alla Corte penale internazionale dell'Aja. Nella loro relazione, i commissari hanno insistito perché i leader della Corea del Nord possano essere giudicati per crimini contro l'umanità. La strada è però tutta in salita.

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