
Se Kim Jong-un lancia un missile, che attraversi il mar del Giappone o vada in un'altra direzione, ignorerebbe volutamente l'intera comunità internazionale: sarebbe un enorme errore e un'inutile, infelice e indesiderata provocazione". Lo ha detto il segretario di Stato americano, John Kerry, giunto nel pomeriggio a Seul per una serie di incontri. Dallo scenario disegnato dai servizi di intelligence, del resto, emerge che i preparativi, formali e sostanziali, sono completati in attesa del via libera al lancio da parte della leadership del Nord, più concreto in vista della festività del 15 aprile (il "Giorno del sole"), il compleanno (il 101esimo) del fondatore dello Stato, il "presidente eterno" Kim Il-sung. La mossa di Kerry, in aggiunta alle rassicurazioni che "se necessario, difenderemo i nostri alleati", matura quasi in contemporanea alla nuova minaccia (verbale) di Pyongyang sulla rappresaglia nucleare, in caso di scoppio di un conflitto sulla penisola coreana, contro il Giappone. Che replica di essere pronto alle contromisure e a rispondere a "qualsiasi scenario. Siamo pronti ad affrontare qualsiasi situazione", ha detto un portavoce del ministero della difesa nipponico. Il capo della diplomazia americana sta compiendo un tour diplomatico in Estremo Oriente che, dopo seul, lo porterà prima a Pechino e poi a Tokyo. Nella conferenza stampa congiunta con il ministro degli esteri sudcoreano, Yun Byung-se, Kerry ha rimarcato il ruolo della Cina che ha la grandissima "capacità di fare la differenza sulla questione nordcoreana". In sostanza, Pechino deve mostrare più incisività nell'assicurare concretezza al processo di denuclearizzazione della penisola coreana perché le parti che hanno votato il bando all'atomo devono garantire che si avveri. "Se questa è la tua politica, la devi rendere effettiva", ha detto Kerry sul ruolo della Cina, il principale e l'ultimo grande alleato di Pyongyang. Gli USA, assicura, sono pronti "ad avviare un dialogo con la Corea del Nord" che "deve mostrare serietà sul tema della denuclearizzazione". Secondo il Pentagono, è "inesatto" dire che il Nord abbia "pienamente testato, sviluppato o dimostrato" di avere la capacità di lanciare missili con testate nucleari, come afferma il rapporto dell'intelligence militare americana, redatto a marzo e dato ad alti funzionari dell'amministrazione e al Congresso. La Defense Intelligence Agency (DIA), secondo i contenuti del rapporto, è per la prima volta giunta, in base alle ultime valutazioni, alla "moderata" certezza che Pyongyang sia capace di produrre bombe nucleari di dimensioni tali da poter essere montate su missili, ha anticipato il "New York Times", precisando che la loro "affidabilitä" sarebbe bassa. Il ministero della difesa sudcoreano ha corretto il tiro ritenendo "non riuscito" lo sforzo di miniaturizzazione. "La nostra valutazione militare è che il Nord non l'abbia ancora completata", ha detto il portavoce Kim Min-seok. "È sulla buona strada" per rendere più piccole le bombe nucleari, ha aggiunto: "ha condotto tre test nucleari, ma è comunque incerto il fatto che abbia fatto una piccola e leggera testata capace di essere montata su un missile". ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

