
La descrivono come una situazione 'kafkiana'. E in effetti la vicenda di una coppia gay britannica, determinata ad avvalersi della nuova legge che, a partire dalla prossima primavera, consente le nozze tra persone dello stesso sesso nel Regno Unito, si presenta come un vero e proprio pasticcio burocratico. Michael e Paul Atwal-Brice sono già legati in 'civil partnership', l'unione civile già da tempo riconosciuta nel Paese. Per potersi sposare però devono prima sciogliere quella unione, praticamente devono divorziare. E lo hanno scoperto quanto tutto era già pronto: la cerimonia, gli inviti, anche gli abiti. Avrebbero voluto essere tra i primi a pronunciare il fatidico sì dopo l'entrata in vigore della nuova legge, il prossimo 29 marzo. Ma, stando a quanto si legge sul Guardian che riferisce la vicenda, sono vittime di una lacuna burocratica, in quanto il governo di Londra non ha ancora stabilito come si possa effettuare il passaggio da unione a matrimonio e lo stesso ministero competente ha ammesso che probabilmente non se ne verrà a capo prima della fine del 2014. Una "incresciosa anomalia" la definisce Stonewall, tra le maggiori organizzazioni britanniche per la difesa dei diritti degli omosessuali. Tanto più che per separarsi, nel caso di un'unione civile, bisogna andare in tribunale e con una motivazione valida. "Volersi sposare non può essere considerata una motivazione valida per separarsi", sottolinea Paul. La coppia ha già sollecitato le autorità affinché trovino una soluzione nel più breve tempo possibile, ma intanto il giorno del loro 'sì' sembra rimandato.
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