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Estero
Copenaghen: UE non decide ancora su aiuti a paesi poveri
Redazione
17 anni fa

Nessuna cifra sull'aiuto immediato per i paesi poveri e molte incertezze sulle modalità del passaggio dal 20 al 30% dell'obiettivo di riduzione dei gas ad effetto serra entro il 2020, rispetto al 1990: la prima giornata dei lavori del vertice Ue, dedicata al clima, non ha consentito ai leader europei di definire una posizione tattica comune da portare alla conferenza di Copenaghen. La presidenza svedese di turno della Ue ha deciso di proseguire in nottata le trattative con i partner per raccogliere offerte per il fondo 'fast start' (avvio rapido), da destinare dal 2010 al 2012 ai paesi più poveri per prepararli all'entrata in vigore di un nuovo trattato sul clima, a partire dal primo gennaio 2013. L'obiettivo a cui punta la presidenza è di raccogliere impegni per almeno due miliardi di euro l'anno per i tre anni del periodo, per un totale di almeno sei miliardi di euro. Al momento sarebbero 12 i paesi che hanno annunciato contributi (volontari), per un totale di 4,5 miliardi di euro. Ma tra questi dodici non sarebbero inclusi Francia, Germania e Italia, dai quali si attende un contributo significativo. La Svezia ha dato il buon esempio, impegnandosi con 765 milioni di euro e si attende che i paesi più grandi mettano sul tavolo cifre analoghe. Secondo indiscrezioni, la Germania si starebbe orientando ad impegnarsi per un miliardo di euro per i tre anni. Oggi, la presidenza sarà probabilmente in grado di annunciare il raggiungimento dell'obiettivo, compreso tra i 5 e i 7 miliardi. ATS

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