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Estero
Copenaghen: oggi tocca ai leader, ma accordo lontano
Redazione
17 anni fa

Dozzine e dozzine di capi di Stato e di Governo sono in arrivo in queste ore a Copenaghen per dire l'ultima parola su un negoziato che dura ormai da oltre due anni. Tra oggi e domani, salvo proroghe dell'ultima ora, i leader del pianeta dovranno decidere come e quanto impegnarsi nella lotta al cambiamento climatico. Saranno presidenti, primi ministri e ministri (Moritz Leuanberger per la Svizzera) a dover riempire di contenuti - ma soprattutto di cifre - una bozza di accordo che a 48 ore dalla fine annunciata del vertice dell'Onu sul riscaldamento del pianeta ancora non c'é, logorata e riscritta dai veti incrociati e dagli interessi contrapposti. Il vertice delle divisioni, l'ha definito ieri la Chiesa cattolica: un summit che divide invece di unire, che contrappone Paesi ricchi a Paesi poveri. Misure ancora più ferree sono state annunciate dalla polizia per oggi: giornata importante che vedrà la presenza di personaggi del calibro del segretario di Stato americano Hillary Clinton (precederà di un giorno il presidente Obama), del presidente iraniano Ahmadinejad, di quello brasiliano Lula, o del cinese Hu; senza contare la contemporanea presenza di tutti i leader europei. Ieri diverse manifestazioni e scontri nei pressi del Bella center: manganelli e lacrimogeni usati dalla polizia con un bilancio di oltre 250 fermi. Tra questi anche tre italiani. Oggi replica scontata davanti alla passarella dei leader del mondo. Intanto nella notte si è lavorato alla bozza dell'accordo da sottoporre ai capi di Stato e di Governo: la presidenza danese sta disperatamente cercando di semplificare e ridurre il testo (circa 60 pagine) nella consapevolezza che già in molti parlano di fallimento storico. ATS

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