
Migliaia di persone si sono raccolte al Kelvingrove Park di Glasgow per la Marcia del clima organizzata da Fridays For Future. Il corteo è partito alle 11.30 e ha attraversato la città per 4 km fino al Green Park. Presente anche Greta Tunberg. La polizia ha previsto la partecipazione di 50.000 persone. Il corteo è diviso in più blocchi. I manifestanti non si lasciano scoraggiare dalla pioggia e portano cartelli e striscioni che chiedono giustizia climatica. Forte la presenza dei sindacati britannici e delle rappresentanze dei paesi meno sviluppati. Numerosi cartelli dicono “Climate refugees welcome”.
Non solo Glasgow
Anche altre città del mondo, oltre 250, hanno risposto all’appello dello Sciopero per il clima, tenendo manifestazioni di protesta per denunciare la crisi ambientale. I primi a essere scesi in piazza sono stati gli australiani, che hanno preso di mira il premier Morrison per non aver firmato l’impegno per la riduzione delle emissioni e del consumo di carbone. Ma anche in Svizzera si tengono manifestazioni. Circa 150 persone si sono riunite all’Helvetiaplatz a Zurigo, criticando la conferenza delle Nazioni unite in corso nella città scozzese che, a detta dei manifestanti, non ha portato a nulla di concreto. Domani è prevista una sorta di “contro vertice”, durante il quale verranno discusse alternative per risolvere i problemi derivanti dal cambiamento climatico, hanno indicato gli organizzatori.
Gli impegni alla Cop26
Intanto alla Cop26, quarantacinque governi, guidati dal Regno Unito, si impegneranno a investire complessivamente 4 miliardi di dollari in azioni per proteggere la natura e passare a sistemi agricoli più sostenibili. Circa un quarto delle emissioni mondiali di gas serra viene dall’agricoltura, dalle foreste e da altri usi del terreno, e questo comporta la necessità di una riforma urgente del modo in cui si coltiva e si consuma il cibo, per fronteggiare il cambiamento climatico, si legge in una nota dell’Unfccc (la convenzione dell’Onu sul clima, che organizza le Cop).
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