
Nella caccia agli evasori fiscali le autorità americane ricorrono a una nuova tattica, solitamente utilizzata soprattutto contro i criminali attivi nel traffico di droga e nel riciclaggio di denaro. Quando i procuratori pubblici sospettano un individuo di possedere un conto segreto in Svizzera gli chiedono di rivelarlo sotto la minaccia di azioni penali. La pressione non è quindi più indirizzata solo contro le banche, ma anche contro gli stessi clienti. “Attualmente è un tema molto caldo”, spiega Nathan Hochman del grande studio legale Bingham McCutchen. Secondo gli avvocati di persone interessate, da circa un anno sono state emesse almeno una dozzina di cosiddette “subpoenas”. Con questo mezzo coercitivo i procuratori si fanno consegnare dettagli sui conti bancari dal 2003. Contribuenti che si rifiutano di inoltrare simili prove contro se stessi devono fare i conti con multe e addirittura il carcere. Quelle che hanno ricevuto delle “subpoenas” sono persone che si sono annunciate troppo tardi per approfittare dei programmi delle autorità fiscali americane di dichiarazione volontaria dei conti segreti esente da conseguenze penali. Ma vi sono anche cittadini che sono stati segnalati dai loro consulenti finanziari nell'ambito di azioni penali.
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