
Un congolese ha vinto la causa intentata alla Svizzera davanti al comitato dell'ONU contro la tortura. In seguito a tale decisione l'uomo non sarà espulso, indica l'Ufficio federale delle migrazioni (UFM). Dopo essere evaso da una prigione congolese, Jean-Patrick Iya si era presentato al valico doganale di Vallorbe nell'agosto 2004, sprovvisto di documenti. L'UFM aveva rifiutato di entrare in materia sulla sua domanda d'asilo, ritenendo poco verosimile il resoconto presentatogli dal candidato. L'africano è poi riuscito a procurarsi i documenti che attestano la sua appartenenza ad un partito d'opposizione e la sua incarcerazione, ma le autorità federali hanno rifiutato a più riprese di esaminarli. Interpellato con una denuncia individuale dal congolese, il comitato ONU contro la tortura ritiene che l'espulsione dell'interessato verso il suo paese sia contraria alle disposizioni della Convenzione dell'ONU firmata dalla Svizzera, perché in patria l'uomo potrebbe subire ulteriori maltrattamenti. ATS
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