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Guerra in Ucraina
Conflitto, cosa dobbiamo aspettarci adesso?
© Shutterstock
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Thomas Schürch
4 anni fa
A un anno dall’invasione russa ai danni dell’Ucraina la fine della guerra pare ancora lontana. Regli: “Putin sembra aver scambiato strategia”. Scavo: “Curioso di vedere come verrà accolta la proposta cinese”.

È già passato un anno dall’inizio della guerra in Ucraina, definita “operazione militare speciale” dal presidente russo Vladimir Putin. Da allora il bilancio delle vittime e dei danni materiali ed economici provocati dal conflitto ha continuato ad aggravarsi. Ciò che tutti si chiedono oggi è come evolveranno le ostilità, la cui cessazione appare oggi purtroppo ancora lontana. “L’impressione è che Putin abbia cambiato parzialmente strategia”, commenta a Ticinonews Peter Regli, ex capo dei servizi segreti svizzeri. “I combattimenti sembrano essere diminuiti, diciamo così, soprattutto a Donetsk e Lugansk”. Putin infatti “vuole che la guerra duri, che l’Ucraina abbia grandi perdite e che l’occidente, soprattutto gli Usa, perdano un po’ di fiducia, facendo così venir meno il loro sostegno all’Ucraina”.

“Nessuna delle due parti può cedere”

Secondo Regli “ci troviamo in una sorta di terza guerra mondiale e dobbiamo renderci conto che nessuna delle due parti può cedere: Putin ha incluso quattro regioni dell’Ucraina nella Federazione russa per decreto”. Zelensky, dal canto suo, “ha detto dall’inizio che entrerà in trattativa solo dopo che l’ultimo soldato russo avrà lasciato il territorio ucraino. È una situazione impossibile e per questo nei prossimi mesi non ci saranno discussioni”.

La speranza arriva dalla Cina?

“I dati sul campo dicono che la guerra è destinata a proseguire”, ribadisce il giornalista Nello Scavo. Tuttavia “non dobbiamo precludere segnali di distensione che potrebbero portare a una diminuzione dell’intensità del conflitto”. A tal proposito “sono curioso di vedere come verrà accolta la proposta cinese. La Cina che entra in campo non può permettersi di venire screditata dalla Russia di Putin. Sono fiducioso che l’influenza di alcuni Stati possa portare a una de-escalation”. Anche Zelensky “pare molto interessato a questa proposta: vuol dire che c’è la disponibilità a trovare un modo per provare a iniziare una negoziazione”.

La visita di Biden

La volontà degli ucraini, bisogna però ricordare, è di continuare a combattere finché le truppe russe non saranno allontanate e non lasceranno le regioni occupate. Benché provata, la popolazione ucraina “ha tratto nuova forza dalla recente visita di Biden, che è caduta proprio al momento giusto. Il morale è fondamentale e ora i soldati ucraini saranno motivati a proseguire questa lotta”, conclude Scavo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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