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Estero
Conferenza annuale DSC/SECO: povertà e clima indissociabili
Redazione
17 anni fa

Protezione del clima e lotta alla povertà sono intimamente correlate. Lo hanno affermato oggi la consigliera federale Doris Leuthard e il ministro peruviano dell'ambiente Antonio Brack in occasione della conferenza annuale della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) e della Segreteria di Stato dell'economia (SECO) tenutasi a Zurigo. La crisi economica non è una ragione sufficiente per trascurare quella climatica, ha ammonito la direttrice del Dipartimento federale dell'economia (DFE), da cui dipende la SECO, denunciando il consumo "sfrenato" delle risorse. A questo proposito Brack, esperto in tema di biodiversità, ha ad esempio ricordato che il disboscamento dell'Amazzonia non ha portato maggiore ricchezza alle popolazioni indigene, ma solo problemi. Per il ministro peruviano è indispensabile che in futuro gli abitanti di queste regioni possano beneficiare anche economicamente della protezione delle foreste. Per la Svizzera e il Perù, che è tra i Paesi prioritari della cooperazione allo sviluppo elvetica, la Leuthard e Brack hanno firmato due accordi. Con il primo Berna si impegna a sostenere Lima nei necessari adattamenti ai cambiamenti climatici e con il secondo ad aiutare il Paese latinoamericano nel riciclaggio di rifiuti di materiale elettronico. Nel suo discorso, tenuto davanti a 2500 persone all'Hallenstadion, la consigliera federale ha celebrato la filosofia elvetica dell'aiuto allo sviluppo, lodandone l'approccio interdisciplinare. "In un mondo sempre più complesso è solo così che si può avere successo", ha affermato. Il direttore della DSC Martin Dahinden ha sottolineato le conseguenze del riscaldamento climatico sulle politiche di aiuto allo sviluppo. A suo avviso, oltre alle catastrofi naturali e ai danni economici, sono sempre più frequenti lotte per il controllo delle risorse naturali. Secondo la DSC un aumento delle temperatura di due gradi provocherà un dimezzamento dei rendimenti agricoli in numerose regioni d'Africa. Il problema della povertà potrà essere risolto solo facendo progressi in ambito climatico e viceversa, sostiene Dahinden. Giunto alla testa della DSC nel maggio dello scorso anno, Dahinden ritiene che la riorganizzazione dell'agenzia umanitaria della Confederazione è sulla buona strada. Uno degli obiettivi, reclamato dal parlamento, era di meglio integrare l'aiuto allo sviluppo nella politica estera. In interviste pubblicate stamane da vari giornali, Dahinden dice di non aspettarsi un aumento del credito per la DSC. Le discussioni in materia saranno ancora più aspre, "non ci facciamo alcuna illusione". Nel 2008 la Confederazione ha speso 2,23 miliardi di franchi per l'aiuto allo sviluppo, pari allo 0,42% del reddito nazionale lordo (RNL). Questo tasso si situa nella media dei paesi donatori dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE). Le camere federali esigono un aumento allo 0,5%, ma il governo è contrario a causa "dei pronostici incerti dell'economia". L'obiettivo dell'Onu è lo 0,7%. Oltre all'aiuto pubblico, un ruolo significativo è svolto da enti privati. Nel 2007 queste organizzazioni umanitarie hanno raccolto 605 milioni di franchi, ossia più dello 0,1% del RNL. ATS

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