
Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha ordinato lo sblocco degli averi intestati a due persone sospettate di legami con l'ex regime tunisino di Ben Ali. I due individui - precisa il MPC - non sottostanno né all'ordinanza del Consiglio federale né alla richiesta di assistenza giudiziaria avanzata dalle autorità tunisine. "I sospetti di infrazioni commesse dai due non sono confermati dall'indagine in corso", ha detto all'ats la portavoce del MPC Jeannette Balmer, confermando una notizia diffusa dal quotidiano romando "Le Temps". Secondo il giornale i due tunisini in questione sarebbero generi di Ben Ali - Ismaïl e Mohamed-Ali Mabruk -. Contro questa decisione, Enrico Monfrini, il legale che difende gli interessi di Tunisi nel tentativo di recuperare gli averi illegali dell'ex dittatore, ha inoltrato ricorso. Su "Le Temps" compare anche un'intervista con l'attuale presidente tunisino Moncef Marzuki, il quale dichiara che "i malfattori possiedono tecniche sofisticate per nascondere il loro denaro, oltre a buoni avvocati. Se gli Stati democratici, tra cui la Svizzera, non ci aiutano a rintracciarlo in questa giungla finanziaria, allora il denaro andrà perduto".
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