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Roma
Condizioni di papa Francesco in "lieve miglioramento"
© Shutterstock
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Keystone-ats
un anno fa
Lo evidenzia il bollettino medico del Policlinico Gemelli diffuso in serata.

Pur restando "critiche" le condizioni di Papa Francesco, al suo undicesimo giorno di ricovero al Policlinico Gemelli, "dimostrano un lieve miglioramento". Lo afferma il bollettino medico diffuso in serata, in cui si spiega che anche oggi "non si sono verificati episodi di crisi respiratoria asmatiforme" - che tanto allarme aveva suscitato due giorni fa - mentre "alcuni esami di laboratorio sono migliorati". "Continua l'ossigenoterapia", con le cannule applicate al naso, "anche se con flussi e percentuale di ossigeno lievemente ridotti". Inoltre il monitoraggio della lieve insufficienza renale manifestata ieri "non desta preoccupazione". In ogni caso i medici, "in considerazione della complessità del quadro clinico", e sottolineando anche la "criticità" delle condizioni di Francesco, "in via prudenziale non sciolgono ancora la prognosi".

Telefonata a Gaza

In mattinata, riferisce la Sala stampa vaticana, il Papa "ha ricevuto l'Eucarestia, mentre nel pomeriggio ha ripreso l'attività lavorativa". In serata "ha chiamato il parroco della Parrocchia di Gaza per esprimere la sua paterna vicinanza": a quanto si apprende, il Pontefice ha voluto così ringraziare per un video che gli è stato mandato dalla piccola comunità cattolica presente nella Striscia.

Il "grazie" del papa

"Papa Francesco ringrazia tutto il popolo di Dio che in questi giorni si è radunato a pregare per la sua salute", dice ancora la Sala stampa. Al Pontefice continuano ad arrivare messaggi di auguri per una pronta guarigione dal mondo e dall'Italia: oggi anche quelli del presidente degli Stati Uniti Trump, 'spero stia bene', e di quello francese Emmanuel Macron.

Non fuori pericolo

Il quadro che emerge dunque, da quanto fa sapere l'equipe medica, è quello di un lieve miglioramento ma sempre in un contesto "critico", e il mancato scioglimento della prognosi vuol dire che Francesco non è fuori pericolo. Ciò dimostra anche la prudenza dei medici nel valutare l'efficacia delle terapie per la polmonite bilaterale, su cui ci vorrà ancora qualche giorno, e non è da escludere - così trapela - un loro nuovo incontro con la stampa nei prossimi giorni dopo quello di venerdì scorso. È un fatto che non si parli di febbre del Papa, né tanto meno della temuta e tanto rischiosa "sepsi", cioè il possibile passaggio di germi nel sangue.