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Estero
Condannato erede impero Samsung, 5 anni prigione a Lee
Redazione
9 anni fa

Una condanna a cinque anni di reclusione per l'erede dell'impero Samsung, Lee Jae-yong. È con questa decisione che la Corte centrale distrettuale di Seul si è pronunciata al termine del processo nell'ambito dello scandalo che ha portato all'impeachment e poi all'arresto dell'ex presidente del Sud Corea Park Geun-hye. Il miliardario 49enne, per il quale la Procura aveva chiesto 12 anni di prigione, è stato riconosciuto colpevole di corruzione, appropriazione indebita e altri reati, oltre che di falsa testimonianza. Lee, che è vice presidente di Samsung Electronics, è stato arrestato a febbraio: avrebbe promesso o versato 43,3 miliardi di won (38,3 milioni di dollari) a Choi Soon-sil, la confidente e "sciamana" di Park, al fine di ottenere il sostegno del fondo pensione pubblico al piano di riassetto intragruppo il cui scopo era di rafforzare il suo controllo sulla catena di comando. Sul totale, 20,4 miliardi di won sarebbero finiti a Mir e K Sports, fondazioni dubbie riconducibili a Choi. "L'essenza del caso è l'immorale collusione tra potere politico e capitale", ha spiegato la Corte in un comunicato. Lee, da parte sua, ha sempre negato di avere mai cercato favori politici: il rampollo dell'impero della telefonia, nella sua testimonianza, ha detto di conoscere poco le società affiliate al di là del business dell'elettronica e ha assicurato che non partecipava ai processi decisionali del Gruppo. Il suo legale ha già annunciato di voler ricorrere in appello. Insieme a Lee sono stati condannati anche altri ex dirigenti, tra cui l'ex responsabile del corporate strategy office Choi Gee-sung, considerato un mentore di Lee, e Chang Choong-ki, condannati entrambi a 4 anni. Molti cittadini hanno atteso la decisione esponendo cartelli e sventolando bandiere davanti al Tribunale.

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