
Si era scoperta il seno e aveva preso a martellate la statua di cera di Vladimir Putin esposta al museo Grevin di Parigi. Una militante del gruppo femminista Femen è stata condannata oggi ad una multa di 1.500 euro per "esibizionismo sessuale", oltre che per degrado. Si tratta della prima condanna in Francia di questo tipo per una militante Femen. Iana Jdanova, 26 anni, di origini ucraine, ha annunciato che farà appello. Il 5 giugno scorso, la giovane donna aveva acquistato il biglietto del museo delle cere e poi, una volta arrivata nella sala dedicata agli uomini di Stato, si era scoperta il seno su cui aveva scritto in rosso "Kill Putin". Poi aveva rovesciato la statua del presidente russo colpendola più volte, gridando "Putin dictator". "È una presa in giro - ha commentato Jdanova dopo la sentenza del tribunale di Parigi -. È il nostro modo di protestare. L'ho già fatto in Ucraina e in Turchia, ed è la prima volta che vengo condannata per esibizionismo. Rimpiango che una parte nazionalista della società francese diventi pro-Putin", ha aggiunto. La giovane donna si è detta pronta ad arrivare fino alla Corte europea dei diritti umani per contrastare una decisione che, secondo lei, "impedisce di trasmettere il messaggio politico". Il tribunale l'ha anche condannata a versare 3.000 euro per danni morali al museo, per la riparazione della statua, e 500 euro per le spese legali. Un'altra militante Femen verrà giudicata oggi in Francia sempre per "esibizionismo" dopo aver mimato un aborto nella chiesa della Madeleine, nel cuore di Parigi.
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