
32 i morti trascinati sul fondale con la tragedia del Concordia. E adesso vengono "a galla" nuovi drammatici dettagli.È stato infatti accertato da periti specializzati che alcuni macchinari della nave erano in avaria già dal 9 gennaio, ben quattro giorni prima del naufragio, e che quindi la stessa non sarebbe dovuta salpare, per nessun motivo.Le missive tra Pierfrancesco Ferro, il responsabile del settore tecnico di Costa, e la ditta di manutenzione dimostrano infatti che si era deciso di intervenire per la riparazione del guasto il 14 gennaio quando la nave fosse arrivata nel porto di Savona. Troppo tardi. E adesso sarà la magistratura a dover valutare quanto tutto questo abbia pesato sulle cause della tragedia.Ma, come se non bastasse, per i consulenti i dati registrati sulla scatola nera sono incompleti, le carte nautiche non approvate, e le porte stagne rimaste aperte.La scatola nera era entrata in avaria già diverse altre volte, e lo dimostra la mail con la quale si chiede l'intervento della ditta Fabio Fiorucci srl per riparare il guasto; Ferro scrive infatti: "Buongiorno, per l'ennesima volta il Vdr del Concordia è andato nuovamente in fault per il problema sull'Hd. La situazione sta diventando veramente insostenibile e non è pensabile continuare a fare service su service spendendo così tanti soldi senza ottenere un risultato".Gli ufficiali di bordo invece confermano che le porte stagne erano aperte, come dichiara a verbale Simone Canessa che era in plancia, "si trattava di una prassi utilizzata durante la navigazione per favorire il flusso delle persone che dovevano lavorare".Impossibile tuttavia eseguire il comando di chiusura, una volta lanciato l'allarme, 40 minuti dopo l'impatto.Drammatico l'epilogo. Ancora più drammatiche le cause che pian piano emergono.
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