
Summit dei 5 “grandi” delle nazioni unite
Russia e Cina hanno chiesto un summit dei 5 membri permanenti dell’Onu (Cina, Russia, Francia, Regno Unito e Stati Uniti). Il ministro degli esteri Serghei Lavrov e il suo omologo cinese Wang Yi hanno sottolineato l’“urgente necessità” di convocare al più presto un incontro per “cercare una risposta efficace alle attuali sfide e minacce globali”.
Nucleare iraniano: margini di manovra
A margine del G20 i leader di Usa, Francia, Germania e Gran Bretagna esprimono la loro “viva e crescente preoccupazione sul nucleare iraniano”. La riunione voluta da Angela Merkel ha visto la partecipazione di Joe Biden, Emmanuel Macron e Boris Johnson. Al termine di essa, i capi di stato hanno espresso la loro “determinazione a fare in modo che l'Iran non possa mai fabbricare o reperire un'arma nucleare, così come la nostra viva e crescente preoccupazione di fronte al ritmo accelerato delle provocazioni messe in atto dall’Iran, quali la produzione di uranio altamente arricchito e di uranio metallo arricchito”. Gli stessi si sono altresì detti convinti della possibiltà di giungere a un’intesa e di prevedere le rimozioni delle sanzioni all’Iran: “Questo sarà possibile solo se l'Iran cambia rotta. Il presidente Raisi colga questa opportunità“, si legge nella nota.
L’accordo trovato nel 2015 prevedeva un impegno da parte dell’Iran a limitare l’arricchimento dell’uranio in cambio della rimozione di una serie di sanzioni Ue e Usa. La decisione unilaterale di uscita dagli accordi operata da Trump nel 2018, conguintamente all’imposizione di nuove sanzioni economiche all’Iran, portarono alla decisione del regime islamico di ricominciare l’arricchimento dell’uranio nell’anno seguente.
Trapelata una bozza sul clima: impegno vago
Il G20 conferma l’intenzione di limitare il riscaldamento globale a 1,5° ma eviterà di indicare impegni stringenti. È quanto trapela da una bozza del comunicato finale riportata da Reuters e confermata da fonti Ue. “Rimaniamo impegnati nell’obiettivo di mantenere l’aumento della temperatura media globale ben al di sotto dei 2°C e di proseguire gli sforzi per limitarlo a 1,5” con “azioni significative ed efficaci” dei Paesi. Non si menziona però, come nella bozza precedente, la necessità di “azioni immediate” e non c’è un riferimento all’obiettivo di emissioni zero entro il 2050 salvo un generico “entro la metà del secolo”. Le tre parole chiave scelte dagli organizzatori per l’evento di quest’anno sono “Persone, pianeta e prosperità”.
In questo senso, il presidente cinese Xi Jinping ha esortato i Paesi sviluppati a dare l’esempio nelle riduzioni delle emissioni, accogliendo “pienamente le particolari difficoltà e preoccupazioni dei paesi in via di sviluppo”.
Negli ultimi 10 anni la Cina ha gradualmente eliminato 120 milioni di Kilowatt di capacità di generazione di energia elettrica a carbone, sostituendone 100 di essi con la costruzione del primo lotto di centrali eoliche e fotovoltaiche.
Domani si aprirà la Cop26 di Glasgow, conferenza delle nazioni unite sui cambiamenti climatici.
Covid-19
Il presidente Xi Jinping ha inoltre chiesto di cooperare per la sconfitta del nuovo coronavirus facendo leva su un approccio scientifico. Il capo di stato cinese ha poi aggiunto che “La stigmatizzazione del Covid-19 e la politicizzazione del tracciamento della sua origine vanno contro lo spirito di solidarietà verso la pandemia”.
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