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Il rapporto
«Con Trump l'ordine internazionale rischia il collasso»
Ats
12 ore fa
È il quadro di Human Rights Watch (HRW) nel suo ultimo World Report 2026, che analizza la situazione in oltre 100 Paesi, definendo il contrasto all'ondata autoritaria nel mondo come «la sfida di una generazione»

L'ordine internazionale, già indebolito da Russia e Cina, rischia il collasso sotto la «pressione incessante» della presidenza di Donald Trump e «una sempre più dilagante ondata autoritaria» che ha «sconvolto il sistema di tutele e garanzie sui diritti umani in tutto il mondo»: è il quadro di Human Rights Watch (HRW) nel suo ultimo World Report 2026. Nel documento HRW analizza la situazione in oltre 100 paesi, definendo il contrasto all'ondata autoritaria nel mondo come «la sfida di una generazione». Secondo HRW, il sistema globale dei diritti umani è «in pericolo» e richiede un' «alleanza strategica» tra democrazie che li rispettano. Il rapporto punta il dito contro l'operato di Trump, di cui critica gli attacchi all'indipendenza giudiziaria, l'intimidazione di oppositori politici, media, università e società civile, la rimozione delle tutele per persone trans e intersessuali, e l'ostruzionismo all'aborto. «Evocando il rischio di una 'cancellazione della civiltà' in Europa e ricorrendo a stereotipi razzisti per dipingere intere popolazioni come indesiderate negli USA, l'amministrazione Trump ha adottato politiche e una retorica in linea con l'ideologia nazionalista bianca», sottolinea Philippe Bolopion, direttore esecutivo di HRW.

Durissimo anche il giudizio sulla politica estera di Washington che ha «sgretolato le fondamenta dell'ordine basato su regole». Il rapporto accusa Trump di aver «costantemente minimizzato la responsabilità della Russia per le gravi violazioni commesse» in Ucraina. Allo stesso modo, punta il dito contro il «sostegno quasi incondizionato» a Israele, nonostante le accuse di genocidio e crimini contro l'umanità mosse dalla Corte internazionale di giustizia. «Vent'anni fa, il governo e la società civile USA furono determinanti per mobilitare una reazione alle atrocità di massa che accadevano in Darfur. Ora - nota ancora HRW - il Sudan è di nuovo in fiamme, ma questa volta, sotto Trump, con relativa impunità.» L'organizzazione lancia infine un appello ai governi che ancora rispettano i diritti umani perché formino «una potente forza politica e un blocco economico di grande peso» in grado di condizionare gli accordi commerciali e di sicurezza al rispetto delle norme democratiche e dei diritti umani. «Fermare quest'ondata autoritaria e difendere i diritti umani è una sfida generazionale - conclude Bolopion - che nel 2026 si giocherà soprattutto negli Stati Uniti, ma che avrà conseguenze di vasta portata nel resto del mondo».

Per quanto concerne l'Unione europea, «gli sforzi compiuti dalle istituzioni dell'UE e dagli Stati membri per limitare a tutti i costi l'immigrazione nell'Unione hanno continuato a causare gravi rischi e violazioni dei diritti umani». «L'esternalizzazione dei controlli sull'immigrazione - si aggiunge si legge nel capitolo dedicato all'Unione europea - ha continuato a minare la politica estera dell'UE in tutto il Mediterraneo e oltre, con critiche attenuate o addirittura un aperto sostegno politico e finanziario alle misure restrittive adottate dai paesi di transito, come Tunisia, Libia e Mauritania». Nel rapporto si denunciano poi «il razzismo e altre forme di discriminazione» una preoccupazione costante nell'UE, «aggravata dalla normalizzazione delle narrazioni di estrema destra da parte dei partiti tradizionali». Il documento critica anche i continui «passi indietro» degli Stati membri rispetto agli «impegni assunti in materia di Stato di diritto». «Il Consiglio dell'UE non ha intrapreso alcuna azione efficace e la Commissione europea ha dato seguito in modo incoerente a queste preoccupanti tendenze», si aggiunge. Tra le criticità rilevate, anche la mancata condanna dell'UE nei confronti dell'Ungheria e dell'Italia per non aver dato arrestato «individui ricercati dalla Corte penale internazionale».