
"Non sono le scatole nere, ma i radiosegnalatori": con questa smentita Alain Joyandet, sottosegretario francese alla Cooperazione, ha raffreddato le speranze di far luce sull'incidente occorso ieri al volo Y626 della Yemenia, che si è inabissato al largo delle Comore facendo 152 vittime. Il Transall francese giunto sul luogo della tragedia dovrà dunque continuare le ricerche per poter localizzare le scatole nere che giacciono a centinaia di metri di profondità nell'Oceano Indiano. L'unica ipotesi plausibile per spiegare il fallito atterraggio dell'Airbus 310, per ora, è quella avanzata dal quotidiano Le Monde: un errore umano del pilota. La compagnia di bandiera yemenita, soprannominata "compagnia spazzatura" dai giornali francesi e dagli immigrati comoriani in rivolta, è nell'occhio del ciclone. "Quando si risparmia su tutto - dalle cinture di sicurezza ai sedili, dalle cappelliere ai bagni - si può temere che lo si faccia anche nell'addestramento dei piloti", scrive il quotidiano in prima pagina. La comunità dei comoriani di Francia (sono circa 250.000 di cui 80.000 a Marsiglia) si è sfogata in tutti i modi: stamane all'areoporto Charles de Gaulle il boicottaggio del volo Yemenia diretto a Moroni, poi il blocco di due agenzie di viaggio nel centro di Marsiglia, dove nel pomeriggio hanno protestato centinaia di immigrati e francesi di origine comoriana davanti al Consolato delle Comore, blindato dalle forze dell'ordine. Da Bruxelles, la Commissione europea minaccia Yemenia di "un divieto operativo in tutti gli stati membri" in caso di "mancanza di informazioni e chiarezza" sull'incidente. Mentre la giustizia francese ha aperto oggi un'inchiesta contro ignoti per "omicidio colposo". ATS
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