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Estero
Commissario UE alla fiscalità mantiene la pressione su Berna
Redazione
17 anni fa

L'Unione europea vuole un accordo globale con la Svizzera per "fissare" lo scambio di informazioni su richiesta in materia fiscale e mantiene la pressione sulla Confederazione. "L'UE, come il G20, non mollerà la presa", avverte oggi il commissario europeo responsabile della fiscalità, Laszlo Kovacs. "Tale tipo di accordo è la migliore garanzia di un'equa concorrenza fra le piazze finanziarie (...) I Paesi del G20 si sono detti pronti ad adottare sanzioni contro le giurisdizioni che rifiutano di cooperare", rammenta il commissario ungherese in un'intervista pubblicata oggi da "Le Temps" e "Tages-Anzeiger". Riguardo alla forma di accordo, Laszlo Kovacs vede due vie possibili: l'UE negozia con i Paesi terzi (fra cui la Svizzera) un accordo contro la frode che rispetti gli standard dell'OCSE (scambio d'informazioni fra amministrazioni fiscali), come con il Liechtenstein; oppure Bruxelles stabilisce un testo specifico sullo scambio d'informazioni fiscali su richiesta. Riguardo alle reticenze espresse da Belgio e Austria, Kovacs non vede "perché un paese dell'Unione vi si dovrebbe opporre". Il commissario ungherese, che a questo soggetto non ha ancora avuto contatti con i responsabili svizzeri, sottoporrà le proprie raccomandazioni in materia di "buon governo fiscale" oggi alla riunione dell'Ecofin (ministri delle finanze del 27 stati UE) a Bruxelles. Kovacs considera "benvenuta" ogni iniziativa da parte di Berna per iniziare entro la fine del suo mandato, in autunno, trattative in materia fiscale con la Commissione UE. La settimana scorsa egli ha annunciato che voleva ottenere un mandato per rinegoziare l'accordo anti-frode concluso nel 2004 fra Berna e Bruxelles, al fine di inserirvi gli standard dell'OCSE che la Svizzera si è recentemente impegnata a rispettare. Nell'intervista odierna, il commissario ungherese si è detto sicuro "al cento per cento" di ottenere tale mandato, che verrà discusso alla riunione di giugno dell'Ecofin. La responsabile della diplomazia elvetica, Micheline Calmy-Rey, ha però già segnalato che la Svizzera intende introdurre gli standard dell'OCSE negli accordi bilaterali di doppia imposizione che sta negoziando con i vari Paesi. Le trattative sono già iniziate con diversi statti dell'UE. ATS

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