Cerca e trova immobili
Estero
Comincia era Stoltenberg a Nato, sfide Russia e Isis
Redazione
12 anni fa

Continuità negli obiettivi e nelle parole d'ordine, ma toni diversi. Così passa di mano la guida della Nato, che dopo i cinque anni del conservatore danese Anders Fogh Rasmussen da oggi ha sulla poltrona di segretario generale l'ex premier laburista norvegese Jens Stoltenberg. Tre le priorità: "Mantenere la Nato forte. Sostenere la stabilità dei vicini lavorando con i partner. Mantenere legami indissolubili tra Europa e Nord America". Due le sfide: a est, con la crisi ucraina, e a sud, con la minaccia dell'Isis che Stoltenberg definisce "gruppo terroristico" che compie "orribili atrocità". Noto in Norvegia come l'uomo del compromesso e del dialogo, sospettato dai baltici di avere un occhio di riguardo per Mosca, Stoltenberg nel suo primo giorno di lavoro riunisce il Consiglio Atlantico e nella prima conferenza stampa punta l'attenzione soprattutto sulla sfida tradizionale dell'Alleanza, quella sul confine orientale. In Iraq, spiega, "è benvenuta" l'azione della coalizione internazionale con la partecipazione dei partner regionali, e la Nato è pronta a fare la sua parte ma solo riprendendo la missione di 'defence capacity building', ovvero assistenza per l'addestramento delle forze armate, che fu interrotta per volere di Baghdad nel 2011. Pronta, ben inteso, "se richiesta" dal governo iracheno, "ma tale richiesta non è stata fatta". Quindi sul fronte del terrorismo l'attività dell'Alleanza continuerà ad essere quella decisa nel vertice in Galles: coordinamento nello scambio di informazioni tra gli alleati, principalmente sui 'foreign fighters'. La situazione in Ucraina "provocata dall'intervento militare russo", dice Stoltenberg, è "una sfida importante alla sicurezza euroatlantica". A differenza del suo predecessore, non la identifica come la più grave minaccia dalla fine della Guerra Fredda. E se anche il norvegese ricorda che "manterremo presenza e attività continua nell'est", se anche assicura che le nostre truppe sono pronte ad essere dispiegate nel giro di giorni" ed avverte che "dobbiamo vedere un chiaro cambiamento di atteggiamento nelle azioni della Russia", il nuovo segretario generale non sbatte la porta in faccia a Mosca. "Non cerchiamo il confronto con la Russia", sottolinea. E mentre da una parte ricorda che nella ministeriale di febbraio è atteso il via libera alla realizzazione di quella forza di intervento immediato (la spearhead, punta di lancia) che deve fare da deterrente per le eventuali ambizioni russe nell'est, dall'altra Stoltenberg argomenta che "non c'è contraddizione" tra una Nato forte "e il continuo sforzo di realizzare una relazione costruttiva con la Russia". Semmai, sostiene, è vero il contrario: "Solo una Nato forte può costruire una relazione con la Russia a beneficio della sicurezza Euro-Atlantica". Il tutto con un tallone d'Achille: le spese militari. Che in Galles tutti i 28 leader si sono impegnati a non tagliare più, per tornare al richiesto livello del 2% del pil entro 10 anni. Un impegno che è suo mandato far rispettare, ma che sarà probabilmente l'obiettivo più difficile dei suoi prossimi quattro anni nel quartier generale di Bruxelles.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata