
Un anno dopo i fatti di Colonia, nella città sul Reno tornano a montare le polemiche. Questa volta non per una mancanza di controlli che ha permesso il diffondersi di casi di molestie sessuali ma proprio per l’intervento della Polizia, che la notte di San Silvestro ha controllato un migliaio di nordafricani nei pressi della stazione centrale.
A far discutere è stato un tweet della Polizia (vedi GALLERY), cha aveva annunciato di aver controllato diverse centinaia di “Nafris”, un acronimo in uso presso le forze dell’ordine e abbreviazione di “Nordafrikaner” (nordafricani). Immediata la reazione della sinistra e dei Verdi che hanno accusato la Polizia di aver agito secondo criteri razziali, fermando giovani solo in base alla loro nazionalità, e criticato l'utilizzo dell'acronimo "Nafris", ritenuto “offensivo”. Per Simone Peter (Verdi) il termine utilizzato è "inaccettabile".
In una nota di ieri, il ministero dell'Interno aveva ringraziato la polizia per il suo operato mentre il capo della Polizia di Colonia, Juergen Mathies, ha immediatamente respinto al mittente le critiche: “Gli agenti hanno agito guardando gli atteggiamenti delle persone e non la loro nazionalità - ha spiegato - Hanno tenuto conto anche delle esperienze dello scorso anno per capire chi bisognava controllare, e di certo non si è trattato di ‘anziani dai capelli grigi’ oppure di ‘ragazze bionde’. Deploro l’utilizzo del termine “Nafri”, per il quale mi scuso”.
In una conferenza stampa nella città renana, Mathies si è tuttavia detto sorpreso per l'eco che la polemica ha assunto sui media e ha citato centinaia di telefonate e mail di approvazione ricevute da tutta la Germania per il lavoro svolto dalla polizia. La stampa tedesca, infatti, si è mostrata soddisfatta delle misure di sicurezza. Per “Die Welt” lo Stato “ha mostrato la propria presenza” mentre la “Frankfurter Allegemeine Zeitung” evidenzia che anche il Capodanno 2017 ha dimostrato “un conflitto esistenziale tra la cultura nordafricana e quella tedesca”.
Riguardo al termine "Nafri" Mathies ha spiegato che si tratta di un acronimo "utilizzato per una più veloce comunicazione interna" e descrive "cittadini di origine nord-africana che hanno compiuto reati". Mathies ha infine ribadito che la polizia è rimasta "sorpresa dall'alto numero di giovani nord africani che arrivavano a Colonia", ma era ben preparata e "ha agito in maniera adeguata" e non "razzista".
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