
BOGOTÀ, 22 nov (ats/ansa) Il presidente colombiano Alvaro Uribe ha sostenuto oggi a Bogotà che nella sua azione di governo la principale preoccupazione è di "non mettere a rischio la sicurezza democratica". Nella sua prima uscita pubblica dopo la diffusione del comunicato con cui ha annunciato la fine della mediazione del presidente Hugo Chavez per la ricerca di un accordo umanitario, Uribe non ha fatto esplicitamente riferimento alla decisione, insistendo però sul concetto che "si deve continuare a cercare la liberazione degli ostaggi, ma senza mettere a rischio la sicurezza democratica". Parlando nell'ambito del lancio dell'iniziativa 'Caffé della riconciliazione' promossa per facilitare il lavoro di persone che hanno abbandonato la clandestinità, il capo dello Stato ha sostenuto che "cinque anni fa avevamo 60 000 terroristi in attività" e che di questi "46 000 hanno abbandonato ora le armi", in riferimento al processo di reinserimento soprattutto dei gruppi paramilitari di destra. Intanto le forze armate colombiane hanno diramato un comunicato in cui sostanzialmente avallano la decisione del presidente Uribe di considerare conclusa la mediazione di Chavez. ATS
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