Cerca e trova immobili
Mondo
Colombia, il neopresidente De la Espriella: «Niente relazioni con i Paesi senza libertà»
KEYSTONE/IVAN VALENCIA
KEYSTONE/IVAN VALENCIA
Ats
6 ore fa
L'ultraconservatore ha giurato fedeltà alla Costituzione del 1991, assicurando un mandato democratico e rispettoso della legge - «Sarò il presidente di tutti i colombiani», ha sottolineato

Nel discorso della vittoria al ballottaggio in Colombia, l'ultraconservatore vincitore Abelardo de la Espriella ha annunciato l'inizio di una nuova era, ringraziando i 13 milioni di cittadini che lo hanno votato. «Oggi nasce la patria miracolo», ha affermato, promettendo di ricostruire la nazione partendo da sicurezza e istituzioni forti.

La promessa

Il presidente eletto ha giurato fedeltà alla Costituzione del 1991, assicurando un mandato democratico e rispettoso della legge. «Sarò il presidente di tutti i colombiani», ha sottolineato, garantendo che non ci saranno persecuzioni politiche per gli oppositori. Ha poi dichiarato tolleranza zero contro corruzione, narcotraffico e criminalità, promettendo di restituire l'ordine ai territori.

Le relazioni con gli esteri

In politica estera ha tracciato una linea netta: «Non avremo relazioni con i Paesi che non rispettano la libertà e lo stato di diritto». Il discorso si è chiuso con un forte appello all'unità nazionale, oltre a sentiti ringraziamenti a Dio e alle forze armate, ricordando che il 7 agosto segnerà l'inizio ufficiale del suo governo.

L'esito delle elezioni

De la Espriella, alla sua prima esperienza politica, ha sconfitto di misura il senatore di sinistra Ivan Cepeda, alleato del presidente uscente Gustavo Petro. I risultati preliminari ufficiali lo danno vincitore con il 49,7 per cento dei voti, davanti a Cepeda (48,7 per cento). Il presidente eletto entrerà in carica il 7 agosto per un mandato di quattro anni. Circa 41 milioni di elettori erano chiamati alle urne per questa consultazione decisiva, in un contesto segnato dalla recrudescenza della violenza in un Paese coinvolto in un conflitto armato interno da oltre sei decenni. La Colombia diventa così l'ultimo Paese dell'America Latina a spostarsi a destra, dopo Argentina, Cile ed Ecuador.