
Circa 600 paramilitari di estrema destra colombiani hanno confessato di aver ucciso, tra il 1987 e il 2005, 21 mila uomini appartenenti a gruppi guerriglieri del paese: lo ha reso noto la procura generale di Bogotà, precisando che tale dato rappresenta solo "la punta dell'iceberg dell'orrore" emerso da tali ammissioni. "Finora abbiamo ottenuto la confessione di 21 mila omicidi da parte di circa 600 paramilitari" che tempo fa hanno consegnato le armi, ha dichiarato il capo dell'ufficio 'giustizia e pace' della procura, Luis Gonzalez. Le confessioni sono state ottenute nel quadro di una controversa legge che a cambio delle ammissioni degli omicidi assicura pene massime di detenzione non superiori agli 8 anni. La normativa, approvata nel 2005, è stata promossa dal governo del presidente Alvaro Uribe, per il quale proprio i benefici della legge hanno permesso la consegna delle armi da parte di 32 mila uomini del gruppo paramilitare delle Auc, Autodifese unite della Colombia. ATS
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