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Colloqui Usa-Iran, Steve Witkoff è arrivato a Ginevra
©ABEDIN TAHERKENAREH
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un giorno fa
Il segretario di Stato americano Marco Rubio sull'incontro incentrato sul programma nucleare iraniano: «Il presidente vuole soluzioni diplomatiche» – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
12 ore fa
«18.enne iraniano ucciso dopo il suo arresto nel nord-est del Paese»

Mohammad Hamed Qazqan, un manifestante diciottenne originario di un villaggio nella provincia del Khorasan Razavi, nel nord-est dell'Iran, è stato ucciso dopo essere stato arrestato dalle forze della sicurezza. Lo scrive Iran International.

La sua famiglia ha affermato che il giovane era stato colpito alle gambe prima di essere arrestato.

13 ore fa
«Le posizioni di Iran e USA sono ancora distanti su questioni chiave»

Le posizioni fra Iran e Stati Uniti sono ancora lontane su alcune questioni chiave per un possibile accordo. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali Teheran ha respinto l'idea di trasferire le scorte di uranio all'estero, si è opposto alla fine dell'arricchimento e allo smantellamento dei suoi impianti nucleari, oltre che a restrizioni permanenti al suo programma.

16 ore fa
Oman: «Progressi significativi tra Iran e USA, nuovo round a Vienna»

I colloqui tra Stati Uniti e Iran si sono conclusi con «significativi progressi». Lo ha reso noto il ministro degli Esteri dell'Oman, Badr al-Busaidi, che ha condotto la mediazione tra le due parti nel terzo round negoziale a Ginevra, aggiungendo che i rappresentanti di Washington e Teheran terranno colloqui tecnici la prossima settimana a Vienna.

16 ore fa
Axios: «Witkoff e Kushner delusi dai colloqui con l'Iran»

«I consiglieri del presidente Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, sono rimasti delusi da quanto appreso dal ministro degli Esteri iraniano durante i negoziati di questa mattina». Lo riferisce ad Axios una fonte a conoscenza dei dettagli. Un altro round di colloqui sul nucleare è ancora in corso a Ginevra.

16 ore fa
«Israele valuta risarcimenti mirati per le vittime palestinesi»

Secondo quanto appreso dal Jerusalem Post, alcuni funzionari israeliani stanno valutando la possibilità di pagare un risarcimento in un numero limitato di casi di alto profilo in cui dei palestinesi sono stati uccisi durante la guerra. Lo riporta il quotidiano israeliano, in un lungo servizio-analisi che esamina questa ipotesi.

L'idea, è spiegato, presenta molte somiglianze con l'accordo di risarcimento stipulato da Israele con la Turchia dopo l'incidente della flottiglia Mavi Marmara del 2010. Uno degli obiettivi sarebbe liberare Israele dalla trappola in cui si è cacciato con i suoi critici, rispetto ai crimini di guerra. Un altro obiettivo sarebbe quello di rafforzare la legittimità di Israele a livello globale.

Secondo il Jp, la formula sarebbe quella del risarcimento 'ex gratia', cioè volontariamente, 'per gentilezza' e senza che il donatore riconosca alcuna responsabilità. Secondo il Jp, ex funzionari e funzionari in carica hanno affermato che «a volte riconoscere che Israele non è perfetto e ammettere difetti specifici può contribuire a migliorare l'immagine dello Stato ebraico».

«I critici più intransigenti - scrive il quotidiano - probabilmente non smetteranno di attaccare gli israeliani a prescindere da ciò che Israele farà. Ma ci sono americani, europei, canadesi, giapponesi e altri imparziali che vogliono stare dalla parte dello Stato ebraico se finalmente fornirà loro una ragione onesta e un resoconto, inclusa una sorta di resa dei conti». Ora è il momento di fare questa mossa ex gratia, secondo molti funzionari, perché la guerra è finita circa quattro mesi fa, perché è iniziata la Fase II e perché tutti gli ostaggi sono finalmente tornati.

Se Israele pagasse pagamenti ex gratia, prosegue il ragionamento, non lo farebbe per ogni incidente avvenuto durante la guerra. Piuttosto, probabilmente selezionerebbe per i pagamenti una serie di incidenti di alto profilo come quelli, è spiegato, che hanno coinvolto ad esempio operatori umanitari o giornalisti o «incidenti di massa» con un gran numero di vittime, o anche persone «uccise per errore» mentre andavano a ritirare gli aiuti alimentari.

19 ore fa
Presentata in Svizzera una denuncia contro il viceministro degli esteri iraniano

Una denuncia penale è stata presentata in Svizzera contro il viceministro degli esteri iraniano Kazem Gharibabadi, accusato di crimini contro l'umanità, hanno riferito oggi gli avvocati del querelante, che ne chiedono l'arresto. Contattato da Keystone-ATS, il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha confermato di aver ricevuto la denuncia.

Con quest'ultima, inoltrata ai sensi della competenza universale, un cittadino con doppio passaporto svizzero e iraniano - rifugiato nella Confederazione dopo dieci anni trascorsi nelle carceri di Teheran per il suo impegno politico - accusa Gharibabadi di essersi reso «colpevole di gravi crimini contrari al diritto internazionale» nel suo Paese, come «coautore» o, almeno, come «responsabile».

«Ci aspettiamo che le autorità elvetiche procedano al fermo dell'indagato il più rapidamente possibile. Non c'è altra scelta», hanno dichiarato all'agenzia di stampa AFP gli avvocati francesi del denunciante William Bourdon e Philippine Vaganay.

Dal 2011, la Svizzera ha incluso nel suo diritto i crimini contro l'umanità e si riconosce una competenza universale per giudicare alcuni gravi crimini in base al diritto internazionale.

Il fermo del funzionario iraniano «è imperativo sia secondo la legge svizzera sia secondo il diritto internazionale, altrimenti la lotta contro l'impunità dei responsabili dei crimini più gravi rimane un'illusione», hanno aggiunto gli avvocati.

Kazem Gharibabadi era all'inizio della settimana a Ginevra, dove si è espresso davanti alla Conferenza sul disarmo e al Consiglio dei diritti umani. Ma si ignora se si trovi ancora sul posto oggi, mentre si tengono nuovi colloqui indiretti tra l'Iran e gli Stati Uniti sul programma nucleare iraniano.

Secondo la denuncia, la responsabilità di Gharibabadi «potrebbe essere invocata» per aver «partecipato e coperto atti di omicidio, violenze fisiche e sessuali, detenzione arbitraria, trattamenti inumani o degradanti e violazioni dei diritti fondamentali» durante la repressione dell'ondata di manifestazioni in Iran dopo la morte di Mahsa Amini nel 2022.

All'epoca, ricorda la denuncia, Gharibabadi era un alto funzionario del potere giudiziario. «Aveva sotto il suo comando» coloro «che hanno attuato la politica mortifera che ha portato alla detenzione arbitraria, alle violenze, agli atti di tortura e agli omicidi commessi nell'ambito di queste detenzioni, nonché all'esecuzione di civili».

20 ore fa
Gaza: la Freedom Flotilla si unirà alla Sumud per una nuova missione

Attivisti turchi hanno annunciato che la Freedom Flotilla si unirà alla Sumud Global Flotilla per una nuova missione umanitaria che è in programma nel mese di aprile, con oltre 100 imbarcazioni.

«Le iniziative marittime civili contro il blocco e l'occupazione in corso a Gaza stanno entrando in una nuova fase. La Freedom Flotilla e la Sumud Flotilla, che in precedenza avevano portato avanti iniziative separate, hanno unito le forze per formare un'organizzazione congiunta chiamata Freedom and Sumud Flotilla», si legge in un comunicato di Insan Yardim Vakfi (Ihh).

Questa organizzazione umanitaria turca nel 2010 aveva organizzato la Freedom Flotilla, missione umanitaria per Gaza che fu attaccata in acque internazionali dall'esercito israeliano, il cui intervento portò all'uccisione di nove attivisti turchi e uno di nazionalità turca-americana, oltre a decine di feriti.

«La Freedom and Sumud Flotilla si prepara a salpare per il Mediterraneo con oltre 100 navi e imbarcazioni», aggiunge il comunicato, indicando la data del 12 aprile per la partenza, mentre nei giorni scorsi la ong spagnola Open Arms aveva annunciato che parteciperà alla missione umanitaria, che ha in programma di salpare dal porto di Barcellona.

21 ore fa
«A Ginevra colloqui diretti con gli USA»

Il terzo round di colloqui a Ginevra tra le delegazioni di Iran e Stati Uniti si è svolto su un doppio binario: da un lato in forma indiretta, con il ministro degli Esteri omanita, Badr al-Busaidi, nel ruolo di mediatore incaricato di scambiare messaggi tra le parti, dall'altro con contatti diretti tra i negoziatori americani e iraniani. Lo ha riferito una fonte informata citata da Axios.

Al tavolo delle trattative, ha aggiunto il sito di notizie americano, gli iraniani hanno presentato la loro bozza di proposta per un accordo nucleare. Al-Busaidi e il direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), Rafael Grossi, hanno entrambi partecipato ai negoziati. Il capo della diplomazia omanita ha dichiarato durante una pausa che «abbiamo scambiato idee creative e positive» e «speriamo di fare ulteriori progressi».

Secondo Axios, gli Stati Uniti si sono presentati ai colloqui chiedendo all'Iran di accettare che un eventuale accordo sul nucleare abbia durata illimitata. Un altro punto centrale della posizione americana è la rinuncia da parte di Teheran alle sue circa 10 tonnellate di uranio arricchito. Washington, tuttavia, sarebbe pronta a mostrare una certa flessibilità sulla richiesta iraniana di mantenere il diritto ad arricchire l'uranio, ma solo a condizione che Teheran dimostri in modo convincente di non perseguire in alcun modo la costruzione di un'arma nucleare.

un giorno fa
Iran-Usa, Steve Witkoff è arrivato a Ginevra

Steve Witkoff, inviato speciale degli Stati Uniti in Medio Oriente e per le missioni di pace, è arrivato a Ginevra dove oggi sono in programma nuovi colloqui tra Usa e Iran. Lo riporta l'agenzia Tass.

un giorno fa
Il punto delle 8

Oggi a Ginevra si terranno nuovi colloqui tra Usa e Iran incentrati sul programma nucleare di Teheran. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato ieri che l'Iran «si rifiuta» di discutere del suo programma missilistico balistico e questo rappresenta «un problema molto grande». Il presidente «vuole soluzioni diplomatiche. Le preferisce, le preferisce di gran lunga». Sul Lemano, ha aggiunto, «ci sarà una serie di discussioni, che spero saranno produttive, ma è anche importante ricordare che l'Iran si rifiuta di parlare con noi di missili balistici o con chiunque altro, e questo è un grosso problema».

Intanto ieri il presidente Usa ha affermato che l'Iran «ha sviluppato dei missili in grado di colpire l'Europa, le basi americane nella regione e, in un prossimo futuro gli Stati Uniti direttamente». «Preferisco risolvere la questione con la diplomazia ma una cosa è certa: non permetterò mai alla nazione sponsor del terrorismo numero uno di avere l'arma nucleare», ha dichiarato Trump al Congresso ribadendo un concetto ripetuto più volte in questi mesi.

Pronta la replica del ministero degli esteri iraniano, che ha smentito il tycoon: «Qualunque cosa stiano affermando riguardo al programma nucleare iraniano, ai missili balistici iraniani e al numero di vittime durante i disordini di gennaio, è semplicemente la ripetizione di 'grandi bugie'», ha dichiarato il portavoce Esmaeil Baqaei su X, accusando Washington ed Israele di essere «bugiardi professionisti».

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