

Il leader di Hezbollah, Naim Qassem, ha dichiarato che il disarmo del suo gruppo è inaccettabile ed equivale all'«annientamento», mentre il Libano si prepara a un nuovo ciclo di colloqui diretti con Israele a Washington all'inizio del prossimo mese.
«Il disarmo significa privare il Libano della sua capacità difensiva e della capacità della resistenza (Hezbollah) e di questo popolo, aprendo la strada all'annientamento», ha affermato in un discorso televisivo, aggiungendo: «Il disarmo è annientamento e non possiamo accettarlo». Il monopolio statale sulle armi richiesto dalle autorità libanesi «in questa fase mira a colpire la resistenza ed è un progetto israeliano», ha aggiunto.
Qassem ha espresso la speranza di un accordo tra l'Iran, sostenitore del suo gruppo, e gli Stati Uniti, e che il Libano ne faccia parte. «Se Dio vuole, questo accordo sarà finalizzato e ci sono segnali del suo completamento, e di conseguenza anche noi saremo tra coloro che ne faranno parte: un accordo per la cessazione completa delle ostilità», ha dichiarato in un discorso televisivo.
Intanto, lagenzia di stampa iraniana Tasnim ha riferito che «verrà prima annunciato un memorandum d'intesa (MoU) che sottolineerà la fine dei combattimenti su tutti i fronti, compreso il Libano», mentre il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha affermato che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ribadito il suo sostegno al diritto di Israele di difendersi dalle minacce, anche da parte di Hezbollah.
Intanto, il ministero della Sanità libanese ha annunciato oggi che 11 persone sono state uccise ieri in un attacco aereo israeliano nel sud del Paese.
«L'attacco nemico israeliano al villaggio di Sir al Gharbiye, nella regione di Nabatie, ha provocato un massacro, con un bilancio finale di 11 morti, tra cui un bambino e sei donne, e nove feriti, tra cui quattro bambini e una donna», ha dichiarato il ministero in un comunicato.
Nel frattempo, le sirene sono scattate in varie aree nel nord d'Israele a seguito di lanci di droni provenienti dal Libano. Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno dichiarato l'incidente concluso e i velivoli senza pilota di Hezbollah intercettati. Non sono stati riportati feriti.
Un portavoce dell'Idf ha comunicato in una nota che «venerdì l'Idf ha eliminato Louay Hisham Mahmoud Basal, cecchino del Battaglione Zeitoun di Hamas della Brigata di Gaza City, che rappresentava una minaccia immediata per le truppe israeliane ed è stato colpito con un attacco di precisione». Secondo l'Idf, Basal ha partecipato all'attacco del 7 ottobre 2023, prendendo parte all'assalto della base di Zikim, a nord della Striscia di Gaza.
Le forze armate israeliane respingono le accuse di abusi commessi dai soldati nei confronti degli attivisti della Flotilla «durante le operazioni a protezione del blocco navale di sicurezza, istituito legalmente».
«Gli ordini delle Idf prevedono un trattamento rispettoso e appropriato per i membri delle flottiglie a bordo delle imbarcazioni intercettate, esistono procedure chiare e consolidate. Non siamo a conoscenza di episodi specifici di violazione di tali procedure vincolanti all'interno delle Idf. Qualsiasi denuncia concreta sarà esaminata a fondo». Lo afferma l'unità del portavoce dell'Idf all'agenzia di stampa italiana ANSA, spiegando che al porto di Ashdod gli attivisti erano sorvegliati dal personale del Servizio Penitenziario e dalla polizia.
L'unità del portavoce dell'Idf aggiunge che «l'area marittima adiacente a Gaza è soggetta a un blocco navale imposto per motivi di sicurezza in conformità con il diritto internazionale, come stabilito anche da un comitato speciale istituito dalle Nazioni Unite a tale scopo, volto a prevenire il contrabbando e le attività terroristiche che mettono in pericolo la sicurezza dello Stato di Israele e dei suoi civili».
Secondo un ufficiale militare, i soldati della Marina hanno abbordato le navi dopo numerosi inviti via radio di cambiare la rotta. I militari hanno effettuato un primo controllo di sicurezza sui partecipanti sulle navi abbordate. Ai partecipanti sono stati forniti giubbotti di salvataggio. Poi sono stati trasferiti su imbarcazioni dell'Idf e successivamente su un mezzo da sbarco al porto di Ashdod, dove erano sorvegliati dal personale del Servizio Penitenziario e dalla polizia, che hanno poi proceduto con le misure di controllo di sicurezza.
«Abbiamo concordato (con il presidente USA) che qualsiasi accordo definitivo con l'Iran debba eliminare il pericolo nucleare. Ciò significa smantellare i siti di arricchimento nucleare iraniani e rimuovere il materiale nucleare arricchito dal suo territorio».
Lo ha scritto il premier israeliano Benjamin Netanyahu su X in merito alla telefonata tenuta ieri con il presidente USA Donald Trump sul memorandum d'intesa per la riapertura dello Stretto di Hormuz. «Il presidente Trump ha inoltre ribadito il diritto di Israele a difendersi dalle minacce su tutti i fronti, compreso il Libano», ha aggiunto.
«La partnership tra i nostri due Paesi si è dimostrata solida sul campo di battaglia e non è mai stata così forte. La mia posizione, come quella del presidente Trump, rimane invariata: l'Iran non avrà armi nucleari», ha proseguito Netanyahu.
In precedenza, alcuni funzionari americani citati dall'agenzia Bloomberg avevano affermato che la firma dell'accordo con l'Iran non avverrà oggi. Stando alle fonti, il sistema iraniano è «molto lento e opaco».
Secondo i funzionari americani, le parti stanno ancora trattando sul tipo di linguaggio da usare sui temi essenziali, quali la riapertura dello Stretto di Hormuz, e potrebbero volerci alcuni giorni prima del via libera definitivo dalle due parti.
L'intesa prevede, hanno riferito, che l'Iran apra lo Stretto di Hormuz in cambio della rimozione del blocco americano. Dicendosi fiduciosi sul fatto che la guida suprema Mojtaba Khamenei sosterrà l'intesa, i funzionari americani mettono in evidenza che l'accordo sull'uranio altamente arricchito sarà menzionato solo in linea di principio e ribadiscono che l'amministrazione Trump ritiene inaccettabile l'imposizione di un pedaggio a Hormuz. Gli Stati Uniti non intendono scongelare, hanno osservato, gli asset iraniani nell'ambito dell'intesa che è attualmente negoziata.
Stando ancora ai funzionari USA citati da Bloomberg, qualsiasi alleggerimento delle sanzioni americane all'Iran dipenderà dal modo in cui Teheran si conformerà alle varie disposizioni dell'accordo. I funzionari americani sottolineano che la tempistica relativa allo smaltimento da parte dell'Iran dell'uranio altamente arricchito, così come una moratoria sull'arricchimento, saranno oggetto di negoziazione in un secondo momento.
I funzionari si attendono un impegno sostanziale da parte dell'Iran a rinunciare all'arricchimento quale parte integrante di qualsiasi accordo finale. Secondo i funzionari, gli Stati Uniti ritengono di poter giungere, in ultima analisi, alla negoziazione di un meccanismo vincolante in grado di garantire che l'Iran non si doti di armi nucleari e di favorire una relazione bilaterale più produttiva.
Intanto, le autorità sanitarie iraniane hanno avvertito che i prezzi dei farmaci nella Repubblica islamica stanno aumentando vertiginosamente a causa delle fluttuazioni del tasso di cambio e dell'inflazione crescente. Lo riporta al Jazeera citando l'emittente statale Irib. Durante una sessione parlamentare notturna, il ministro della Salute Mohammad-Reza Zafarghandi ha dichiarato che il governo sta «cercando di coprire questi prezzi elevati attraverso le assicurazioni». Secondo il ministro «la soluzione principale è quella di poter coprire tutti gli aumenti dei prezzi dei farmaci tramite l'assicurazione, in modo da non gravare ulteriormente sulla popolazione».
Il Centro statistico iraniano nel mese di Farvardin, il primo mese del calendario persiano, terminato il 20 aprile, ha reso noto che il tasso di inflazione ha raggiunto il 73,5% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente.
Almeno 33 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz nelle ultime 24 ore con il permesso della Marina delle Guardie Rivoluzionarie, secondo quanto riportato dal suo ufficio stampa, riferisce al Jazeera. Tra le navi transitate figuravano petroliere, navi portacontainer e navi mercantili, si legge nel comunicato.
«La Marina delle Guardie Rivoluzionarie sta svolgendo un'intensa attività di controllo dello Stretto di Hormuz a seguito della grave insicurezza creatasi dopo l'aggressione dell'esercito statunitense nello Stretto di Hormuz», aggiunge la nota.
I repubblicani preoccupati dal possibile accordo con l'Iran. Anche se i dettagli dell'eventuale intesa non sono ancora noti, i senatori conservatori Lindsey Graham e Ted Cruz hanno già manifestato il loro malumore.
«Se il risultato» della guerra «è un regime iraniano guidato che chi grida 'morte all'America', che riceve miliardi di dollari e che esercita un controllo effettivo sullo Stretto di Hormuz, allora è disastroso», ha detto Ted Cruz.
«Se l'accordo è firmato perché si ritiene che lo Stretto di Hormuz non possa essere protetto dal terrorismo iraniano e che Teheran possegga ancora le capacità di distruggere le infrastrutture nel Golfo, allora l'Iran sarà percepito come una forza e nel tempo sarà un problema per Israele», ha osservato invece Graham precisando che se «queste percezioni sono vere allora mi chiedo perché la guerra è iniziata».
In seguito alla firma di un accordo preliminare, che dovrebbe chiamarsi «Dichiarazione di Islamabad», delegazioni di Washington e Teheran potrebbero sostenere un nuovo round di colloqui più approfondite il prossimo 5 giugno: è quanto afferma la piattaforma media saudita Al Arabiya sul proprio sito in arabo, citando «fonti di alto livello».
Il memorandum di intesa preliminare, secondo le stesse fonti, sarà annunciato dal Pakistan, che sta svolgendo funzioni di mediazione, «senza necessità della presenza delle parti coinvolte».
«Ci sono indiscrezioni non ufficiali sui dettagli di un possibile memorandum d'intesa tra Iran e Stati Uniti, che indicano che, nonostante alcune notizie false, l'Iran non ha ancora accettato alcuna proposta riguardante il suo programma nucleare», ha dichiarato Tasnim citando fonti informate, aggiungendo che l'Iran ha anche insistito affinché, nella prima fase successiva alla firma del memorandum d'intesa, almeno una parte dei suoi beni congelati venga sbloccata.
«Una volta firmato il memorandum d'intesa tra le due parti, Washington si impegnerà a sospendere le sanzioni petrolifere contro l'Iran durante i colloqui e la guerra cesserà su tutti i fronti, compreso il Libano. Verrà quindi fissato un periodo di 30 giorni per affrontare le questioni relative allo Stretto di Hormuz e la fine del blocco navale statunitense, mentre contemporaneamente le due parti avranno 60 giorni di tempo per discutere del programma nucleare iraniano», ha riferito a Tasnim la fonte vicina alle Guardie Rivoluzionarie.
Secondo un funzionario statunitense, citato da Axios, l'accordo che Stati Uniti e Iran sono prossimi alla firma prevede una proroga di 60 giorni del cessate il fuoco, durante la quale lo Stretto di Hormuz verrebbe riaperto, l'Iran potrebbe vendere liberamente il petrolio e si terrebbero negoziati per limitare il programma nucleare iraniano. Tuttavia, scrive la testata, non è chiaro se ciò porterà a un accordo di pace duraturo che affronti anche le richieste del presidente Trump in materia nucleare. Inoltre, sempre secondo Axios, l'accordo fermerebbe anche la guerra di Israele nel Libano, aspetto che avrebbe preoccupato il premier Benyamin Netanyahu. La Casa Bianca spera che le ultime divergenze vengano risolte nelle prossime ore e che un accordo venga annunciato in giornata.
Entrambe le parti firmerebbero un memorandum d'intesa (Mou) della durata di 60 giorni, prorogabile di comune accordo. Durante il periodo di 60 giorni, lo Stretto di Hormuz sarebbe aperto senza pedaggi e l'Iran avrebbe accettato di bonificare lo stretto dalle mine. In cambio, gli Stati Uniti revocherebbero il blocco dei porti iraniani e concederebbero alcune deroghe alle sanzioni per permettere all'Iran di vendere liberamente il petrolio.
Secondo quanto riferito dal funzionario, l'Iran voleva lo sblocco immediato dei fondi e la revoca permanente delle sanzioni, ma gli Stati Uniti hanno affermato che ciò sarebbe avvenuto solo dopo che fossero state fatte concessioni concrete. Le questioni nucleari sono ancora oggetto di negoziazione: il progetto di memorandum include l'impegno da parte dell'Iran a non perseguire mai lo sviluppo di armi nucleari e a negoziare la sospensione del suo programma di arricchimento dell'uranio e la rimozione delle sue scorte di uranio altamente arricchito, ha affermato il funzionario statunitense. Secondo due fonti ben informate, l'Iran avrebbe fornito agli Stati Uniti, tramite i mediatori, impegni verbali in merito alla portata delle concessioni che è disposto a fare sulla sospensione dell'arricchimento e sulla rinuncia al materiale nucleare.
Gli Stati Uniti accetterebbero di negoziare la revoca delle sanzioni e lo sblocco dei fondi iraniani durante il periodo di 60 giorni, sebbene tali misure verrebbero attuate solo nell'ambito di un accordo finale la cui effettiva attuazione sia verificabile. Le forze statunitensi mobilitate negli ultimi mesi rimarranno nella regione per un periodo di 60 giorni e si ritireranno solo se verrà raggiunto un accordo definitivo.
Sempre stando ad Axios, la bozza chiarisce anche che la guerra tra Israele e Hezbollah in Libano avrebbe fine. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha espresso preoccupazione per tale condizione durante una telefonata con Trump ieri, ha detto un funzionario israeliano. In ogni caso, secondo il funzionario Usa, se Hezbollah tentasse di riarmarsi o di istigare attacchi, Israele sarebbe autorizzato ad agire per impedirlo.

