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USA
Clinton: «L'ex segretario al Tesoro Summers mi presentò a Epstein»
Ats
3 ore fa
Bill Clinton ha raccontato di essere finito nella rete dei potenti costruita senza scrupoli e con metodica precisione da Jeffrey Epstein, proprio a causa dell'ex professore di Harvard, appena dimessosi dal prestigioso ateneo travolto dalla diffusione dei file legati al finanziere pedofilo

Galeotta fu la telefonata del suo fidato ex segretario al Tesoro Larry Summers. Bill Clinton ha raccontato di essere finito nella rete dei potenti costruita senza scrupoli e con metodica precisione da Jeffrey Epstein, proprio a causa dell'ex professore di Harvard, appena dimessosi dal prestigioso ateneo travolto dalla diffusione dei file legati al finanziere pedofilo. «Mi stava chiamando perché un uomo di nome Jeffrey Epstein, che aveva investito una cifra di diversi milioni di dollari nella ricerca sul cervello, era una persona avida di informazioni e voleva passare un po' di tempo a parlare con me di economia e politica», ha riferito l'ex presidente americano, facendo luce per la prima volta sull'origine del suo rapporto con Epstein, in base al video pubblicato dalla Commissione per la Vigilanza della Camera USA sulla deposizione fiume della scorsa settimana.

Incontro nel 2002

L'ex presidente ha detto che il suo ricordo dell'incontro con Epstein risale al 2002, durante un volo con il suo aereo, il primo dei quattro o cinque totali diretti in Asia, Africa e Nord Europa, nell'ambito del lavoro filantropico della Fondazione Clinton. Ogni relazione, invece, è stata interrotta «anni prima» che il finanziere si dichiarasse colpevole, nel 2008, per aver adescato una minorenne. «Non c'è nulla di ciò che ho visto quando ero con lui che mi abbia fatto capire che stesse trafficando donne», ha spiegato Clinton, rivolgendosi ai componenti della Commissione. Epstein ha visitato la Casa Bianca numerose volte durante la sua presidenza e ci sono foto di loro che si stringono la mano: l'ex presidente ha precisato però di «non ricordare» quelle «interazioni». finito spesso sotto il tiro incrociato dei repubblicani che controllano la Commissione: ha negato di essere interessato alle giovani donne, anche di fronte alle foto emerse negli Epstein file, spingendo la deputata Nancy Mace a citare lo scandalo della sua relazione con la stagista Monica Lewinsky.

4h30 di deposizione

Poco più di 4 ore e mezza di video diffuso della deposizione di Bill Clinton, così come per l'ex first lady Hillary, ascoltata dalla Commissione sempre sulla vicenda Epstein, in una differente seduta. L'ex segretario di Stato ha definito «un peccato» che suo marito avesse volato sull'aereo del finanziere e ha detto che avrebbe preferito che non l'avesse fatto. Ha affermato di non ricordare nemmeno di aver mai incontrato Epstein, cogliendo più volte l'occasione per ammonire i deputati repubblicani della Commissione: «non avete tenuto alcuna udienza pubblica, vi siete rifiutati di consentire ai media di assistervi, anche oggi, nonostante abbiate sostenuto la necessità di trasparenza in decine di occasioni», ha scandito. «Avete fatto ben poco per contattare le persone che compaiono più in evidenza nei fascicoli di Epstein. E quando lo avete fatto, non un solo membro repubblicano si è presentato alla deposizione di Les Wexner», il miliardario indicato come all'origine delle fortune di Epstein. «Questo fallimento istituzionale è concepito per proteggere un partito politico e un funzionario pubblico, piuttosto che per cercare verità e giustizia per le vittime e i sopravvissuti», ha rincarato Hillary, infuriata con la deputata Lauren Boebert che ha condiviso una foto non autorizzata scattata durante la deposizione con lo YouTuber conservatore Benny Johnson. Hillary ha sfidato la Commissione, chiedendo la convocazione e la deposizione sotto giuramento del presidente Donald Trump, come unica via per chiarire i legami del tycoon con il finanziere.