
La segretaria di Stato americana Hillary Clinton ha avvertito oggi l'Eritrea che gli Stati Uniti "agiranno" se il paese africano continuerà a sostenere gli insorti islamici al Shabaab in Somalia. Ha anche detto che chiederà al Sudafrica di esercitare pressioni contro il presidente dello Zimbabwe, Robert Mugabe. "È da lungo tempo che l'Eritrea avrebbe dovuto cessare il suo sostegno ad al-Shabaab e iniziare ad agire in modo costruttivo invece che destabilizzare il suo vicino. Vogliamo dire chiaramente che queste azioni sono inaccettabili. Intendiamo agire se non cesseranno", ha detto la Clinton, durante una conferenza congiunta a Nairobi assieme a Sheikh Sharif Sheikh Ahmed, presidente del governo federale di transizine somalo (Tfg). "Non vi è dubbio che al-Shabaab voglia ottenere il controllo della Somalia per usarlo come base per influenzare e infiltrare i paesi confinanti e lanciare attacchi contro paesi vicini e lontani", ha aggiunto la Clinton, che sta compiendo un giro in vari Paesi africani. In questo caso, ha proseguito, ciò rappresenterebbe "una minaccia per gli Stati Uniti". Il gruppo al-Shabaab, ritenuto legato ad al-Qaida, avrebbe già attirato in Somalia numerosi militanti islamici stranieri, e il timore è che possa lanciare attacchi terroristici nei paesi vicini. Nel suo incontro a Nairobi con Sharif, la Clinton ha espresso il suo sostegno per il Tfg definendolo "la migliore speranza per un ritorno alla stabilità" e promettendo di continuare l'invio di equipaggiamenti militari. Intanto un responsabile del Dipartimento di Stato, che ha chiesto l'anonimato, ha indicato che gli Stati Uniti raddoppieranno da 40 a 80 tonnellate le loro forniture di armi leggere e di munizioni al Tfg per aiutarlo a lottare contro gli insorti islamici. "Questa è l'idea", ha detto la fonte aggiungendo che le forze somale ricevono un addestramento nel Gibuti, dove si trova una base militare americana. Prima dell'incontro con Sharif, la segretaria di stato aveva deposto una corona di fiori presso l'ex sede dell'ambasciata americana a Nairobi, devastata il 7 agosto di 11 anni fa da un duplice attentato che colpì anche l'ambasciata Usa in Tanzania e causò oltre 200 morti. La Clinton ha anche anticipato di voler chiedere ai vertici del Sudafrica di esercitare la loro influenza per contrastare "gli effetti negativi" della permanenza al potere in Zimbabwe del presidente Robert Mugabe. "Intendo parlare sia con il presidente Zuma che con altri membri del governo su quanto può essere fatto ancora per rafforzare il movimento per le riforme in Zimbabwe e perchè usino la loro influenza per mitigare gli effetti negativi della presidenza di Mugabe", ha detto la Clinton parlando con i giornalisti a Nairobi. Il nuovo presidente sudafricano Jacob Zuma ha recentemente promesso d'intervenire presso Mugabe per garantire il funzionamento dell'accordo di governo con il Movimento per il Cambiamento Democratico del primo ministro Morgan Tsvangirai, ma gli Stati Uniti chiedono un intervento più incisivo. L'Mdc e lo Zanu-Pf di Mugabe hanno stretto un accordo in febbraio per metter fine alla crisi politica scoppiata un anno fa con la rielezione di Mugabe alla presidenza in seguito ad elezioni considerate una farsa dalla comunità internazionale. La Clinton, al secondo giorno della sua missione in Africa, lascerà nelle prossime ore Nairobi per dirigersi in Sudafrica. Visterà poi Angola, Repubblica Democratica del Congo, Nigeria, Liberia e Capo Verde. ATS
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