
Significative divergenze tra Stati Uniti ed Unione europea (Ue) potrebbero mettere a serio rischio il successo della conferenza di Copenaghen sul cambiamento climatico, per molti l'ultima chance che l'uomo ha a disposizione per evitare un aumento di due gradi della temperatura media mondiale. E' il quotidiano britannico "Guardian" a suonare il campanello d'allarme. L'intoppo, dice il giornale, si sarebbe creato sul metodo da adottare per gestire i tagli alle emissioni. L'Europa vuole tenere valida l'ossatura del protocollo di Kyoto e su tali fondamenta costruire il nuovo trattato. Gli Usa, invece, vorrebbero cestinare Kyoto e proporre un metodo nuovo. "Se dobbiamo iniziare da capo - dice una fonte europea - ci s'impiegherà del tempo. Potremmo finire al 2015-2016 prima che si sappia qualcosa". E per il pianeta potrebbe essere troppo tardi. Gli Usa, poi, sarebbero a favore di un trattato che lascerebbe ai singoli Paesi la decisione di come e quando operare i tagli. Un modello meno 'aggressivo' di quello di Kyoto che è invece apprezzato dai Paesi in via di sviluppo proprio perché severo nei confronti dei paesi ricchi. "Tutto ruota intorno all'esigenza di ottenere il voto al Senato", ha detto un funzionario Ue, "ma non credo che l'America abbia davvero riflettuto che cosa questo voglia dire per l'accordo di Copenaghen". ATS
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