
La Commissione europea ha affermato oggi che non bisogna speculare su misure di ritorsione dopo la decisione del Consiglio federale di applicare la clausola di salvaguardia con otto paesi dell'Europa orientale membri dell'UE. Bruxelles punta invece al dialogo. Il tema sarà discusso dal comitato misto previsto per simili casi nell'ambito dell'accordo di libera circolazione delle persone, ha dichiarato una portavoce dell'alto rappresentante dell'UE per la politica estera Catherine Ashton. I paesi interessati dalla clausola di salvaguardia convengono con la Commissione europea nel ritenere in accettabile il comportamento della Svizzera. Ieri la Ashton aveva affermato che "la misura costituisce una violazione dell'accordo sulla libera circolazione delle persone. Il testo non permette di fare differenze fra paesi dell'Ue". "Riconosciamo che la decisione della Svizzera è motivato dalla politica interna", ha dichiarato oggi a Bruxelles un diplomatico di uno degli otto paesi. L'UE deve reagire compatta, in primo luogo attraverso i colloqui del comitato misto. Il diplomatico non si è espresso sulla possibilità che la questione possa approdare anche al prossimo vertice europeo dei capi di stato e di governo. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

