
Migliaia di ciprioti si sono riversati oggi nelle filiali delle circa 10 banche cooperative di Cipro nel timore che possano essere coinvolte nel prelievo forzoso del 37,5% imposto sui conti superiori ai 100'000 euro depositati nella Bank of Cyprus e nella Laiki Bank, fallita e assorbita dalla prima, portando il Paese sull'orlo della bancarotta. Con una vasta ed emblematica dimostrazione di sfiducia popolare nei confronti delle banche e nel governo, davanti agli ingressi delle filiali si sono riviste scene consuete sino a pochi giorni fa, con decine e decine di persone in fila in attesa di entrare in banca. Ma con una differenza. Stavolta in fila non erano singole persone a prelevare i soldi dal bancomat ma c'erano famiglie intere. E non erano in coda per ritirare il denaro dai conti - cosa peraltro resa impossibile (se non per un 10% della somma totale) dalle rigide misure imposte dal governo per impedire la fuga dei capitali. L'obiettivo era di suddividere lo stesso deposito superiore ai 100'000 euro e intestarlo a più titolari per una somma inferiore. E quindi teoricamente intoccabile dal prelievo forzoso. L'assalto alle banche è partito in sordina dopo che hanno cominciato a diffondersi sempre più insistenti le voci - anche via sms e twitter - su un imminente prelievo che il governo si accingeva a disporre pure sui depositi nelle banche cooperative. Voci che sembravano confermare quanto dichiarato appena poche ore prima dal portavoce del governo, Christos Stylianides, secondo cui quest'anno l'economia cipriota potrebbe registrare una contrazione del 13% in seguito alle misure di austerità imposte dal governo per accedere agli aiuti internazionali. ATS
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