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Cinghiali radioattivi, "colpa di Chernobyl"
Redazione
13 anni fa
Alta concentrazione di cesio nei cinghiali della Valsesia: le analisi conducono all'esplosione del reattore nucleare nel 1986

La concentrazione di Cesio 137 nei cinghiali della Valsesia non è una contaminazione dovuta agli ex siti nucleari non lontani di Trino e Saluggia (Vercelli), ma è verosimilmente da attribuire all'esplosione del reattore della centrale di Chernobyl, nell'86. È quanto risulta dai controlli svolti dall'Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpa) del Piemonte che effettuerà "uno specifico monitoraggio radiologico dell'area della Valsesia per approfondire le problematiche di contaminazione radioattiva dei cinghiali". Dalle indagini che l'Arpa svolge "nell'ambito delle reti di monitoraggio radiologico regionale risulta che il Cs137 è un isotopo radioattivo ancora presente in ambiente a seguito del rilascio durante l'evento di Chernobyl e che tale isotopo, pur essendo presente in tracce, può concentrarsi in alcune specie vegetali e animali, quali funghi e selvaggina". Tracce di cesio 137, oltre la soglia prevista dai regolamenti in caso di incidente nucleare, erano state trovate nella lingua e nel diaframma di 27 cinghiali del comprensorio alpino della Valsesia, in provincia di Vercelli (Piemonte).I risultati hanno evidenziato la presenza di un numero consistente di campioni con livelli di cesio 137 superiori a 600 Bq/Kg (Becquerel per chilogrammo). I valori dei campioni oscillano tra 0 e 5621 Bq/Kg e 27 campioni presentano valori al di sopra dei 600 Bq/kg. ATS

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