
Sono state 400, secondo la dissidente uighura Rebiya Kadeer, le vittime della repressione di una manifestazione di uighuri domenica scorsa a Urumqi, capitale della regione cinese dello Xinjiang. La Cina ha parlato di 156 vittime, aggiungendo che la cifra definitiva potrebbe essere più alta. In un articolo pubblicato oggi sul Wall Strweet Journal la Kadeer, un'imprenditrice di 62 anni che vive in esilio dal 2005, non fornisce ulteriori spiegazioni sulla cifra, mentre sostiene che incidenti "potrebbero" essersi verificati anche nelle città di Kashgar, Yarkand, Aksu, Khotan e Karamay, anche se "é difficile da dire a causa della propaganda dello Stato cinese". Notizie "non confermate", prosegue la dissidente, parlano di cento uighuri uccisi a Kashgar. ATS
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