
La Chiesa "patriottica" cinese ha nominato oggi un nuovo vescovo che non ha avuto l'approvazione del Papa, ignorando le proteste della Santa Sede. Si tratta delle prima nomina decisa unilateralmente dalle autorità cinesi dal 2006 e appare destinata a provocare una battuta d'arresto nel dialogo tra Pechino ed il Vaticano. Joseph Guo Jincai, 42 anni, un prete attivo nell'Associazione dei cattolici patriottici cinesi che riconosce il governo di Pechino e non il Papa come autorità suprema, è stato ordinato vescovo di Chengde, nel nord della Cina in una cerimonia alla quale hanno preso parte circa 500 persone e le autorità locali. Secondo l'agenzia dei missionari Asianews, tre vescovi che sono "in comunione spirituale" col Papa sono stati costretti a partecipare alla cerimonia. Il portavoce vaticano Federico Lombardi ha affermato giovedì scorso che la Santa Sede è "turbata" dalle notizie provenienti dalla Cina e che se saranno confermate si tratterà di "gravi violazioni della libertà religiosa" che danneggeranno le "costruttive relazioni" degli ultimi anni. Il cardinale Joseph Zen di Hong Kong ha definito la nomina "vergognosa" e "illegittima". ATS
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