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Estero
Cina-Usa: Hillary Clinton, lavorare insieme per uscire dalla crisi
Redazione
18 anni fa

Concentrandosi su economia e cambiamenti climatici, la nuova segretaria di Stato americana Hillary Clinton ha messo oggi il suo marchio su un nuovo capitolo delle relazioni tra i due paesi. La Clinton, durante la sua prima visita in Cina nella sua nuova veste di esponente di spicco dell'amministrazione Obama, ha assicurato di aver "sollevato" con i suoi interlocutori il problema dei diritti umani e civili, lasciandolo però in secondo piano rispetto alle necessità che le due potenze, le cui economie si sono rivelate nella crisi fortemente interdipendenti, "lavorino insieme". Con questa collaborazione, ha detto la Clinton in una breve conferenza stampa con il suo omologo cinese Yang Jiechi, Usa e Cina possono "guidare il mondo fuori dalla crisi". Sulle spinose questioni di Taiwan, del Tibet e dei diritti umani, Hillary e Yang hanno detto di aver avuto un "confronto aperto" e si sono dichiarati "d'accordo nell'essere in disaccordo". "Gli eventi mondiali - ha affermato la segretaria di Stato - ci hanno messo davanti un'agenda piena e formidabile". Le relazioni tra i due paesi, ha proseguito, devono basarsi "su una semplice premessa: è essenziale che Stati Uniti e Cina abbiamo una relazione positiva, di cooperazione". Yang ha mantenuto un tono analogo, affermando tra l'altro che la Cina continuerà ad investire nei buoni del Tesoro statunitensi. Il buon inizio del capitolo delle relazioni tra l'amministrazione democratica e la Cina è stato confermato dagli incontri della segretaria di Stato col premier Wen Jiabao e col presidente Hu Jintao. Wen ha detto che Cina e Usa devono non solo "attraversare il fiume sulla stessa barca" ma "procedere insieme tenendosi per mano". Dal colloquio Hillary-Wen è emerso che il "dialogo economico strategico" iniziato dal governo di George W.Bush, molto apprezzato da Pechino, proseguirà. Hu - che in aprile incontrerà Obama a Londra, dove si svolgerà il vertice del G20 sulla crisi economica - ha espresso il suo "apprezzamento" per il fatto che la prima missione della Clinton all'estero si sia svolta in Cina e in altri paesi asiatici (Giappone, Indonesia e Corea del Sud). Per indicare in quale modo Cina ed Usa possono collaborare nel combattere l'inquinamento e il surriscaldamento del pianeta, la Clinton ha visitato un impianto che produce energia pulita alla periferia di Pechino. La Taiyanggong Geothermal Power, alimentata a gas da sofisticate turbine prodotte dall'americana General Electric, è molto più efficiente delle inquinanti centrali a carbone che ancora forniscono gran parte dell'energia consumata nel paese. "La Cina deve crescere ma spero che non ripetiate i nostri errori", ha commentato l'ex first lady. L'atteggiamento della Clinton sui diritti umani è stato criticato dai gruppi internazionali, che lo considerano un cedimento all'autoritarismo di Pechino. Oggi China Human Rights Defender ha denunciato che decine di dissidenti sono stati messi agli arresti domiciliari per impedir loro di incontrare la segretaria di Stato. Due di loro, la blogger Zeng Jinyan e lo scrittore Yu Jie, hanno confermato di non potersi muovere dalle loro abitazioni, strettamente controllate dalla polizia. Ding Zhilin, la fondatrice delle Madri di piazza Tiananmen, ha inviato, attraverso un sito sino-americano, una lettera alla Clinton, invitandola a chiedere la liberazione del dissidente Liu Xiaobo. Domani, in quella che vuole essere una "testimonianza" dell'importanza che l'amministrazione Obama attribuisce ai diritti umani e civili, la Clinton parteciperà ad una messa in una chiesa protestante e in seguito riceverà nell'ambasciata americana un gruppo di "leader e attivisti della società civile". ATS

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