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Estero
Cina: scossa di 6,9 gradi, almeno 300 morti
Redazione
16 anni fa

Almeno 300 persone sono morte e 8'000 sono rimaste ferite quando una scossa di terremoto del grado 7,1 della scala Richter ha colpito una remota aerea a popolazione tibetana della Cina, nella provincia nordoccidentale del Qinghai. Lo ha reso noto un funzionario locale. Hung Limin, vicesegretario del governo della Prefettura Autonoma Tibetana di Yushu, a 250 chilometri dal confine con il Tibet, ha aggiunto che "molti altri" sono ancora sepolti sotto le macerie delle case. "Non abbiamo macchinari e scaviamo soprattutto con le mani", ha proseguito il funzionario. "Finora siamo riusciti ad estrarre dalle macerie 900 persone, 700 soldati sono ora impegnati nelle opere di soccorso". Tra le vittime ci sono molti bambini delle scuole elementari che, quando si è verificato il sisma, erano da poco entrati nelle aule. L'epicentro del sisma è stato individuato a Jiegu, dove l'85% delle abitazioni sono andate distrutte, ha aggiunto Limin. Il 90% circa degli abitanti della prefettura sono tibetani. Jiegu si trova a 800 chilometri dalla capitale della provincia, Xining, in una zona di alta montagna, circostanze che rendono più difficile e più lento l'arrivo dei soccorsi. Il sisma è stato registrato dal Servizio geologico degli Stati Uniti (Usgs) alle 7:49 ora locale (l'1:49 in Svizzera) ed è stato seguito da tre repliche di magnitudo rispettivamente 5,3, 5,2 e 5,8. Le autorità cinesi hanno stimato la magnitudo del primo sisma a 7,1 gradi. Secondo i rilievi dell'Usgs, l'epicentro della prima forte scossa è stato a 10 km di profondità, a una distanza di 375 km dalla città di Golmud e 240 km dal centro tibetano di Chamdo. ATS

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