
La Cina ha ordinato alle compagnie nordcoreane e alle joint venture miste sino-nordcoreane operative nel Paese di chiudere le attività nei 120 giorni dal via libera alle sanzioni approvate dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu il 12 settembre. La decisione, straordinaria nel suo genere, è diretta conseguenza delle sanzioni Onu in risposta al test nucleare del 3 settembre, il più potente tra i sei fatti finora a partire dal 2006 e presentato come una detonazione del tutto riuscita di una bomba all'idrogeno. Le società individuate devono cessare ogni attività comunque entro il 9 gennaio, ha spiegato il ministero del Commercio. La comunità internazionale ha rafforzato il pressing generale per scoraggiare il Nord rispetto ai suoi piani di corsa agli armamenti. Gli Usa, ad esempio, hanno di recente messo a punto un nuovo ciclo di sanzioni avendo per target "ogni individuo o entità" che conduce "commerci significativi" in beni, servizi o tecnologie con Pyongyang. La Cina è il primo partner commerciale della Corea del Nord, nonché alleato storico. Le sanzioni Onu hanno spinto Pechino a tagliare da ultimo l'export di petrolio e raffinati e l'import di tessile.
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