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Estero
Cina: nuove proteste Xinjiang, Cinesi chiedono protezione
Redazione
17 anni fa

Una nuova ondata di violenze ha investito l'inquieta Regione Autonoma del Xinjiang, nel nordovest della Cina, dove migliaia di cittadini cinesi hanno protestato contro le autorità, che accusano di non proteggerli dagli attacchi dei "terroristi", probabilmente appartenenti all'etnia locale degli uighuri, turcofona e di religione islamica. Testimoni hanno riferito che oggi circa duemila persone si sono radunate in una piazza centrale di Urumqi, la capitale della Regione Autonoma, per protestare contro le aggressioni e chiedendo al governo una protezione più efficace. La manifestazione è stata pacifica secondo alcuni dei testimoni, mentre altri hanno affermato che la polizia è intervenuta con la forza. Altri ancora hanno sostenuto di aver assistito ad attacchi di cinesi contro uighuri sospettati di aver condotto una serie di aggressioni nelle quali delle siringhe ipodermiche sarebbero state usate come coltelli. Fonti ospedaliere interpellate per telefono dall'ANSA hanno confermato che "molte" persone sono state ricoverate negli ultimi giorni e che molte di queste hanno affermato di essere state colpite con delle siringhe. L'agenzia ufficiale Nuova Cina ha confermato che oggi si è svolta una manifestazione e che 15 persone sono state arrestate perché sospettate per le aggressioni a colpi di siringa. A Urumqi si sono verificate all'inizio di luglio violenze tra uighuri e cinesi che hanno causato la morte di 197 persone, in grande maggioranza cinesi. La nuova esplosione di violenza cade in un momento delicato, nel quale la Cina sta preparando tra severe misure di sicurezza le celebrazioni per il 60.mo anniversario della Repubblica Popolare, che si celebra il primo di ottobre. ATS

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