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Cina: "No all'uso di armi nucleari nella guerra in Ucraina"
© Shutterstock
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4 anni fa
La Cina ha stilato un documento per una soluzione alla crisi in Ucraina. "Le parti dovrebbero promuovere gradualmente l'allentamento della situazione". La Nato però "non si fida".

Le armi nucleari "non possono essere usate" e la guerra nucleare "non può essere combattuta". È uno dei 12 punti del documento diffuso questa mattina dalla Cina per una soluzione alla crisi in Ucraina. "L'uso o la minaccia di uso di armi nucleari dovrebbe essere contrastato", si legge in particolare all'ottavo punto, perché bisogna "prevenire la proliferazione nucleare ed evitare una crisi in tal senso". La Cina sollecita poi "il mantenimento della sicurezza delle centrali nucleari", esprimendo opposizione agli attacchi armati contro impianti nucleari pacifici.

Gli altri punti

Nel documento si preme per una soluzione politica alla crisi ucraina, sottolineando che il dialogo "è l'unico modo per risolvere" la questione. Le parti "dovrebbero promuovere gradualmente l'allentamento della situazione e raggiungere infine un cessate il fuoco globale". Pechino, si legge ancora nel documento, si oppone "a qualsiasi sanzione unilaterale non autorizzata dalle Nazioni Unite" e "allo sviluppo e all'uso di armi biologiche e chimiche da parte di qualsiasi Paese e in qualsiasi circostanza". Infine, la Cina sollecita il cessate il fuoco e la fine dei combattimenti in Ucraina perché la guerra "non prevede vincitori", invitando "a mantenere razionalità e moderazione", ad evitare che la crisi si aggravi o vada fuori controllo e "a sostenere Russia e Ucraina affinché si incontrino" e riprendano "il dialogo diretto non appena possibile". Nel frattempo, l'invito "ad astenersi dall'attaccare civili e strutture civili".

L'elenco completo

I dodici punti contenuti nel documento sono i seguenti: rispettare la sovranità nazionale di tutti i Paesi; abbandonare la mentalità della guerra fredda; cessare le ostilità; riprendere i colloqui di pace; risolvere la crisi umanitaria; proteggere i civili e i prigionieri di guerra; mantenere al sicuro i siti nucleari; ridurre i rischi strategici; favorire le esportazioni dei cereali; mettere fine alle sanzioni unilaterali; mantenere stabili i canali di rifornimento e dell'industria; favorire la costruzione post conflitto.

Nato: "La Cina non è credibile"

"La Cina non ha credibilità perché non ha mai condannato l'invasione della Russia e ha firmato qualche tempo prima dell'invasione un accordo per una partnership senza limiti con Mosca". Lo ha detto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg rispondendo in conferenza stampa da Tallin a una domanda sul piano di pace presentato da Pechino. Sulla possibilità che la Cina fornisca armi alla Russia Stoltenberg ha spiegato di "non vedere alcuna evidenza di aiuti militari anche minimi consegnati, ma ci sono indicazioni che la Cina potrebbe farlo".

Preoccupazione per la Moldavia

"Siamo preoccupati dalle sfide che sta affrontando la Moldavia. È un alleato stretto della Nato, abbiamo firmato un'intesa per rafforzare la nostra partnership e abbiamo deciso di sostenere lo sviluppo di capacità di difesa su misura per aiutare il Paese. Accogliamo gli sforzi per supportarla anche dai nostri alleati, singoli o in formato Ue. È importante sostenere il prima possibile i Paesi più vulnerabili di fronte all'aggressione", ha aggiunto Stoltenberg rispondendo a una domanda sulle minacce russe alla sovranità della Moldavia. A metà marzo a Bruxelles si terrà un trilaterale tra Finlandia, Svezia e Turchia, presieduto dalla Nato, sul dossier dell'adesione all'Alleanza dei due Paesi scandinavi, ha poi annunciato Jens Stoltenberg. Quest'ultimo ha "ben accolto" il fatto che, dall'inizio di marzo, il parlamento ungherese comincerà l'iter per la ratifica del via libera di Budapest all'adesione di Svezia e Finlandia. "Ho fiducia che diventino nostri alleati presto", ha sottolineato.

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