
La crisi del latte contaminato alla melamina potrebbe non aver raggiunto l'apice in Cina: forse potremmo assistere alla scoperta di nuovi casi ora che i genitori nelle zone rurali sono informati del problema e porteranno i loro bambini negli ospedali per controlli. Lo ha detto oggi a Ginevra la portavoce dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Fadela Chaib. Per l'Oms - ha aggiunto - "non vi è alcuna regione che giustifichi la presenza di melamina nel latte ed in particolare nel latte in polvere per bambini. L'aggiunta di melamina al cibo - ha precisato - non è approvata dalla Commissione del Codex Alimentarius", l'organismo congiunto creato dalla Fao e dall'Oms per sviluppare standard e normative alimentari sulla sicurezza igienico sanitaria, "né da alcuna autorità nazionale". Secondo le informazioni fornite dalla Cina, prodotti contaminati sono stati esportati in cinque Paesi: Bangladesh, Birmania, Yemen, Burundi e Gabon e l'Oms ha raccomandato alle autorità nazionali di questi Paesi ed altri di esaminare i prodotti disponibili per verificare che non vi siano problemi, ha detto Fadela Chaid. La situazione a Hong Kong non è ancora chiara e l'Oms ha inoltre chiesto chiarimenti alle autorità locali, ha aggiunto. La Cina ha informato l'Oms dei casi in una lettera lo scorso 11 settembre. L'Organizzazione ha immediatamente chiesto chiarimenti. "Siamo fiduciosi che la Cina ci terrà informati in modo puntuale" e - ha sottolineato - "stiamo aspettando i risultati di un'indagine completa da parte delle autorità della Cina per conoscere l'entità del problema". ATS
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