
Sono più di 80 le vittime e duemila i dispersi delle frane provocate questa notte dalle forti piogge nel nord ovest della Cina. Frattanto il premier cinese Wen Jiabao è partito stamattina d'urgenza da Pechino verso la prefettura tibetana autonoma di Gannan, nella provincia nord occidentale cinese del Gansu, dove oltre 50.000 persone sono state interessate dal disastro. Il premier guiderà le operazioni di soccorso, mentre le autorità temono che il bilancio delle vittime possa essere molto più alto, soprattutto a causa del fatto che le inondazioni e le frane sono avvenute di notte, mentre molti dormivano. Sia il premier che il presidente Hu Jintao hanno ordinato che le operazioni di soccorso si rivolgano a tutti e nel modo più veloce, assicurando la messa in sicurezza delle persone e delle infrastrutture, procedendo alla rapida ricostruzione e assicurando in queste ore un riparo a tutti. Oltre 28.000 soccorritori sono stati mobilitati, provenienti principalmente dalle fila dell'esercito cinese. L'acqua del fiume Bailong è esondata sommergendo la contea di Zhouqu, strade e case, rendendo impossibili le operazioni di soccorso. Distrutta anche una piccola centrale idroelettrica. ATS
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