
Le autorità cinesi hanno annunciato oggi che il dissidente mongolo Hada è stato liberato, dopo 15 anni di prigione e quattro di detenzione extragiudiziaria. "Dopo tanti anni di torture, il mio corpo è pieno di malattie, e tutto è cominciato con un' ingiustizia", ha dichiarato lo stesso Hada, che come molti mongoli usa un solo nome. Il dissidente ha affermato di essere stato torturato a più riprese. "Per lunghi periodi non mi hanno dato mangiare e una volta mi hanno privato anche dell'acqua, per un periodo piuttosto lungo". "Mi chiedevano di confessare ma io mi sono rifiutato", ha aggiunto il dissidente. Hada è stato condannato a 15 anni di prigione per "separatismo". Scontata la pena è stato trattenuto dalla polizia per altri quattro anni illegalmente. Interrogato nel corso di un briefing per la stampa a Pechino, il portavoce del ministero degli esteri Hong Lei ha affermato che i quattro anni di detenzione extragiudiziale sono giustificati dalla pena aggiuntiva di quattro anni di sospensione dei diritti civili che gli era stata comminata dalla magistratura. "Ho solo combattuto per i diritti delle minoranze etniche, per questo mi hanno perseguitato", ha sostenuto Hada. Il dissidente ha aggiunto di aver rifiutato l'ingiunzione delle autorità di non denunciare le torture subite.
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