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Estero
Cina: Corte suprema, stop campi lavoro; controllo nascite soft
Redazione
13 anni fa

La Corte suprema cinese si esprime per l'abolizione dei campi di rieducazione e lavoro e in favore di un allentamento della politica di controllo delle nascite. Lo annunciano i media. Le due decisioni storiche, prese in novembre, sono state formalizzate dopo l'approvazione del comitato permanente del Congresso nazionale del popolo (Anp), riferisce la Nuova Cina News Agency. Il sistema di rieducazione attraverso la detenzione nei campi di lavoro, noto come "laojiao", era stato introdotto nel 1957 e consentiva di detenere persone, dopo la sola decisione della polizia, fino a quattro anni. Più volte denunciata dalle organizzazioni di difesa dei diritti umani, questi pratica era utilizzata principalmente dalle autorità locali soprattutto contro la corruzione. Ma questa pratica - spiega il governo - non è più necessaria grazie allo sviluppo del sistema giudiziario cinese. Ma le organizzazioni umanitarie mettono, tuttavia, in guardia sulla possibilità che i campi di lavoro possano comunque persistere cambiando solamente il nome della pratica. Il Comitato permanente ha quindi adottato una risoluzione che consente alle coppie con un figlio unico di avere due figli. Una novità che segna un significativo allentamento della politica cinese per la pianificazione familiare in vigore da 30 anni per frenare la crescita della popolazione in paese più popoloso del mondo. Attualmente, la legge cinese vieta alle coppie di avere più di un bambino. Tuttavia esistono delle eccezioni come per le minoranze etniche o le coppie 'ruralì nelle quali il cui primo figlio è una bambina. La 'politica del figlio unicò fu introdotta in Cina pochi anni dalla morte di Mao Tse-tung, dal suo successore Deng Xiao Ping nel 1979 e fu attuata vietando alle donne di avere più di un figlio.

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