
L'ex capo del Partito comunista cinese (PCC) di Chongqing, Sun Zhengcai, è stato espulso dal partito e allontanato anche da tutte le cariche pubbliche a causa delle indagini a suo carico per corruzione. Lo riferisce l'agenzia Nuova Cina secondo cui il Politburo ha approvato le misure dopo l'esame di oggi su un primo dossier del lavoro investigativo. Sun, ex potente e più giovane membro del Politburo con i suoi 53 anni, era tra i possibili successori del presidente Xi Jinping prima di finire a luglio nelle maglie dell'anti-corruzione. Sun, rimosso il 15 luglio dalla guida della megalopoli di Chongqing, una delle 4 municipalità speciali della Cina, è il più alto funzionario in servizio del PCC a cadere nella campagna anticorruzione promossa da Xi, che si prepara a ricevere un nuovo mandato quinquennale con poteri rafforzati, come non accadeva dai tempi di Mao Zedong, al 19/mo Congresso del Partito che partirà il 18 ottobre. La mossa, a tre settimane dal Congresso, appare un passaggio certo verso il processo e la condanna, dopo gli addebiti generici di "gravi violazioni disciplinari" in base ai rilievi della Commissione centrale per la disciplina e le ispezioni del PCC - l'Anticorruzione del partito - e a una decisione del Comitato centrale. Sun, considerato un "protetto" dell'ex premier Wen Jiabao e tra quelli che potevano aspirare anche a sostituire il presidente Xi, e Hu Chunhua, capo del partito nella potente provincia del Guangdong, erano i due unici rappresentanti del Politburo della cosiddetta "sesta generazione". Sun è stato sostituito a Chongqing da Chen Min'er, stretto e fidato alleato di Xi, mandato a normalizzare una "sede" tornata nella bufera a pochi anni dalla caduta di Bo Xilai, l'esponente di spicco dei neo Maoisti, colpevole di corruzione e condannato all'ergastolo a settembre 2013.
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