
Le autorità cinesi hanno ordinato la sospensione della produzione della piattaforma petrolifera gestita dalla Conoco-Phillips, accusando la compagnia americana di non aver rispettato i tempi concordati per ripulire la macchia di petrolio che ha creato nella baia di Bohai, nel nordest della Cina. La "punizione" è stata inflitta alla compagnia americana dalla State Oceanic Administration che, in un comunicato pubblicato sul suo sito web, ha affermato che la produzione potrà riprendere solo quando la Conoco avrà "rivisto in modo credibile" i suoi piani per lo svilppo della piattaforma. La piattaforma, chiamata Penglai-19-3, è la più grande di quelle che sono in funzione in Cina La Penglai 19-3 è la più grande della Cina, ed è stata sviluppata dalla Conoco-Phillips in collaborazione con la statale China National Offshore Oil Corporation. La gestione della piattaforma è stata affidata alla sussidiaria locale della compagnia americana. Prima di essere bloccata produceva, secondo dati delle stessa Conoco, tra i 60 e i 70 mila barili di petrolio al giorno. La perdita di petrolio, che si è prodotta in due riprese, il 4 e il 17 giugno, ha creato nella baia una macchia di 840 km quadrati. ATS
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