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Cina: condanna a morte per violenze contro uighuri nel sud
Redazione
17 anni fa

Un uomo è stato condannato a morte per l'assassinio di due operai uighuri nella provincia cinese del Guangdong, un episodio che si ritiene abbia innescato il 5 luglio la rivolta degli uighuri di Urumqi, capitale della Regione Autonoma del Xinjiang. Gli scontri tra uighuri e cinesi di etnia han provocarono ad Urumqi la morte di quasi 200 persone. Il tribunale di Shaoguan, la località del Guangdong dove si è verificato l' assassinio dei due uighuri, ha condannato un altro imputato all'ergastolo e altri nove a pene minori. L'agenzia Nuova Cina precisa che il condannato a morte è un cinese han, mentre non fornisce precisazioni sulle origini etniche degli altri condannati. La vicenda si è verificata alla fine di giugno, quando in una fabbrica di Shaoguan dove lavorano sia operai cinesi che operai uighuri, si era sparsa la voce che una donna han era stato violentata da due giovani uighuri. Per vendicare la donna centinaia di operai han hanno in seguito attaccato il dormitorio degli uighuri, colpendoli con bastoni, sbarre di ferro e coltelli. Almeno due operai uighuri sono stati uccisi nell' attacco. La manifestazione di Urumqi del 5 luglio, dalla quale sono scaturite le violenze interetniche, era stata organizzata per protestare contro i fatti di Shaoguan e chiedere la punizione dei colpevoli. ATS

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