
Il volo-passeggeri afghano diretto in Cina che oggi è stato costretto a fare dietrofront dopo che è stato negato l'atterraggio nella regione cinese dello Xinjiang, è tornato in Afghanistan senza toccare il suolo cinese per un problema di documenti incompleti tra quelli necessari per l'atterraggio. Lo rendono noto fonti ufficiali afghane. In un primo momento l'agenzia di stampa Nuova Cina aveva riferito che l'aereo era stato dirottato. In successivi aggiornamenti aveva poi specificato che il velivolo era sotto la minaccia di una bomba. Ma ufficiali addetti al traffico aereo a Kabul e una fonte della polizia aeroportuale a Kandahar hanno smentito l'esistenza di tale minaccia. Il volo della compagnia afghana Kam Air era partito da Kabul ma, costretto a fare dietrofront, è atterrato a Kandahar per via dei forti venti registrati a Kabul, ma "può rientrare a Kabul quando lo ritiene", ha detto una fonte della polizia aeroportuale a Kandahar. Le stesse fonti hanno reso noto che il volo era il primo che la compagnia afghana effettuava su quella tratta e che l'eroporto cinese gli ha negato il permesso di atterrare. Un addetto stampa della missione Nato in Afghanistan, Brian Naranjo, ha detto che l'aereo ha effettuato un "atterraggio precauzionale" a Kandahar e che non vi era segnale di dirottamento o minaccia bomba. ATS
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