
Le tracce di due colpi esplosi da armi diverse potrebbero fare luce sulla fine di Salvador Allende. Dopo la riesumazione, qualche giorno fa, della salma del presidente cileno, a Santiago si continua a parlare delle cause della sua morte, l'11 settembre del 1973: un noto perito forense uruguaiano ha dichiarato infatti di aver esaminato attentamente l'autopsia, e di aver trovato "tracce" di due colpi di arma da fuoco. Rodriguez ha dichiarato alla tv che sul corpo di Allende "sono state ritrovate due tracce di natura diversa: una lasciata da un proiettile con effetto esplosivo sparato da un'arma da guerra, l'altra lasciata da un proiettile di calibro inferiore e sparato ad una velocità minore". Tale dichiarazione s'inserisce nel vivo della vicenda sviluppatasi attorno alla morte di Allende a seguito della riesumazione del cadavere, ordinata da un giudice di Santiago, per accertare se l'ex presidente si suicidò. I familiari, convinti da sempre di questa tesi, hanno nei giorni scorsi chiesto all'esercito di rendere noto il luogo dove si troverebbe il mitra Ak-47, l'arma che Fidel Castro aveva regalato nel 1970 ad Allende, il quale l'avrebbe poi usata per suicidarsi. La figlia dell'ex presidente, la parlamentare socialista Isabel Allende, ha oggi respinto l'interpretazione data dal perito, manifestando inoltre il suo sdegno per il programma televisivo, che - ha sostenuto - si è lasciato abbagliare da tale interpretazione mancando profondamente di rispetto a lei ed alla sua famiglia ed alla memoria del padre. L'ultima parola sulla morte di Allende - ha concluso Isabel - è nelle mani della commissione di esperti che sta esaminando i resti dell'ex presidente, proprio ai fini di "arrivare a dei risultati definitivi" ATS
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