
Con un bilancio che cresce di ora in ora e che potrebbe arrivare facilmente alle migliaia di morti, il Bangladesh il giorno dopo il devastante passaggio del ciclone Sidr, che ha fustigato le regioni costiere con venti a 250 chilometri orari, è un Paese disastrato. "Ci aspettiamo di scoprire migliaia di cadaveri nei prossimi giorni", ha ammesso oggi il vice-responsabile della cellula di crisi del governo, Shekhar Chandra, dopo che il bilancio iniziale ieri da oltre 600 morti accertati è salito a oltre 900 e poi a oltre mille. Cinque navi della marina militari coadiuvate da elicotteri, scandagliano la costa, la zona più colpita da Sidr, gettando, dove possibile, acqua, cibo e medicine ai sopravvissuti. Le persone disperse sono migliaia, i villaggi isolati sono decine. La televisione Atn parla di tanti cadaveri che galleggiano su risaie devastate, mentre nei villaggi si svolgono funerali spontanei per seppellire in fretta e furia i morti. A Jholokati, la città costiera più colpita dal ciclone, a 140 chilometri dalla capitale Dacca, la gente racconta il "terrore" provato mentre gli elementi scatenavano tutta la loro furia: "Non sono mai stato testimone di scene così spaventose - racconta un uomo di 50 anni -, era l'inferno. Ho visto decine di tetti in lamiera prendere il volo da case spazzate via. Eravamo in poco più di 500 rifugiati in un edificio pubblico. Le finestre sono esplose e si aveva l'impressione che tutto l'edificio tremasse", ha aggiunto. Si tratta del peggior disastro avvenuto in Bangladesh, Paese di 144 milioni di abitanti esposto alle tempeste dal mare e a violente alluvioni sui delta del Gange e del Bramaputra, dopo il mezzo milione di vittime del ciclone del 1970 e i quasi 140.000 morti di un'ondata di marea del 1991. Il sistema di allerta nei giorni scorsi è stato attivato e oltre 250.000 persone sono state evacuate e messe in salvo prima che Sidr colpisse. ATS
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