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Estero
Cicloni: Bangladesh; almeno 3.000 morti, si teme 15 mila
Redazione
19 anni fa

A quattro giorni dal disastroso passaggio del ciclone "Sidr", in Bangladesh è ancora piena emergenza. Il numero delle vittime accertate ha superato quota 3.000, la Mezzaluna Rossa stima ci siano fino a 10.000 morti, ma l'Ong "Save the Children", citata da alcune agenzie, parla di stime che arrivano anche a 15.000 vittime. Secondo il governo bengalese, bisognerà attendere almeno la fine della settimana per avere notizie attendibili sul numero delle vittime. I soccorritori lentamente stanno raggiungendo le zone del Paese che affacciano sul golfo del Bengala, su cui più ha infierito la furia di acqua e vento. Qui il 90% delle coltivazioni di riso sono andate distrutte. Alcuni soccorritori raccontano di aver camminato per chilometri senza aver trovato una sola casa in piedi, lì dove invece c'erano molte abitazioni di bambù e paglia. Le linee telefoniche, soprattutto quelle cellulari, sono state parzialmente ristabilite in alcune zone del Paese, anche in quelle afflitte dalla furia del ciclone. Sono quasi un milione di famiglie, circa 7 milioni di persone, gli sfollati a cui manca tutto. Il Pam, l'agenzia dell'Onu contro la fame, ha assicurato razioni alimentari che però non sono sufficienti. Manca cibo, acqua potabile, tende e medicine. I soccorritori stanno cercando di distribuire gli aiuti ma si sta scatenando una guerra fra disperati. Per scongiurare le epidemie in molti luoghi si stano organizzando cremazioni di massa, data l'impossibilità di riconoscere molti cadaveri. Si registrano i primi casi di infezioni intestinali e di diarrea, una delle cause di morte nel Paese. Il governo ha fatto appello alla comunità internazionale; la Mezzaluna Rossa ha chiesto 2,5 milioni di euro di aiuti. Oltre a Svizzera, Ue, Germania, Spagna e Stati Uniti (che ha inviato due navi da guerra), anche Cina, India e Arabia Saudita hanno promesso aiuti. ATS

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